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Cronaca
06.06.2022 - 16:440

Abusi sulle ballerine alla Tanzakademie Zürich: “Mia figlia non mangia e non dorme più”

L'Accademia di danza di Zurigo sotto inchiesta per maltrattamenti psichici e fisici agli allievi. Una madre racconta: “Mia figlia costretta a ballare infortunata e indotta all'anoressia. Tutti i docenti sapevano ma nessuno ha mosso un dito”

ZURIGO – Ancora una brutta storia dal mondo dello sport, che ancora una volta coinvolge giovani talentuosi disposti a sacrificare ogni cosa per inseguire un sogno, con totale impegno e abnegazione. Una storia che non si vorrebbe mai sentire. Come lo scandalo che lo scorso febbraio coinvolse il Club Pattinaggio Lugano, quando emersero casi di abusi su alcune promettenti allieve. Questa volta, a finire sotto inchiesta è la prestigiosa Tanzakademie Zürich, una delle scuole di ballo più rinomate a livello internazionale che prepara giovani tra gli 11 e i 19 alla carriera professionistica.  La settimana scorsa, il settimanale “Die Zeit” aveva denunciato diversi casi di giovani aspiranti ballerine e ballerini costretti a subire umiliazioni, body shaming, violenza verbale e fisica fino al 2021, quando sono stati costretti a lasciare l’Accademia e abbandonare la danza. Secondo quanto riportato dal settimanale, diverse allieve a causa di metodi di insegnamento basati su maltrattamenti fisici e psicologici avrebbero sofferto di depressione, ansia e disturbi alimentari. Alcune di esse sarebbero perfino arrivate a sviluppare pensieri suicidi.

Una madre racconta: “Mia figlia è stata costretta a ballare sotto antidolorifici, malgrado fosse infortunata. E così si è fratturata anche l'altra gamba. Le è stato detto che l'infortunio era dovuto al sovrappeso; le è stato imposto di perdere peso ogni giorno e veniva umiliata per la sua forma fisica, nonostante fosse sotto il peso standard. In seguito a questi abusi ha sviluppato un disturbo mentale e ha volontariamente lasciato l’Istituto ad ottobre 2021. Ancora oggi è sotto shock e non riesce a dormire né a mangiare regolarmente”.  

E ancora, la testimonianza di un altro genitore: “Mia figlia amava il balletto; adesso lo odia. Ha sofferto di disturbi alimentari e depressione a causa della sua forma fisica. Era in uno stato mentale tale da non riuscire più a danzare. Spesso ha pensato al suicidio. E non è l’unica; almeno altre tre ragazze, magre e talentuose, hanno subito la stessa sorte”. E aggiunge: “Tutti i docenti sono colpevoli. Ognuno sapeva, ma nessuno ha mosso un dito”.

La giornalista di "Die Zeit" ha seguito 13 ex allievi per 5 mesi: “Dai loro racconti - spiega – emerge una cultura della paura, una pedagogia nera promossa dalla dirigenza scolastica e da diversi insegnanti. Non si tratta di casi isolati, ma sono molto le persone coinvolte".

Si parla di requisiti di peso pericolosi per la salute, intimidazioni, derisioni, pressioni psicologiche e persino violenza fisica. Frasi come "Sembri un hamburger che balla", "Danzi come uno storpio", "Da come balli, sembri una merda che galleggia sull'acqua", "Sei stupido", "Non avrai mai successo" sarebbero all'ordine del giorno durante le lezioni di taluni insegnanti. ll rettore dell’Accademia, Thomas Maier, ha annnunciato l’avvio di un'indagine interna per confermare i fatti emersi, che sarebbero del tutto inaccettabili. L'università ha però deciso che non si esprimerà prima della fine dell'anno accademico.

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