Segnalati diversi abusi a seguito del divieto di utilizzare l’”oro blu” per scopi non domestici. La maggior parte delle irregolarità riguarda l’irrigazione del giardino. Varie le giustificazioni addotte, alcune invero fantasiose

MENDRISIO – Dal mese di luglio i cittadini di Mendrisio sono stati invitati a centellinare l'uso dell'acqua potabile, vietandone l'utilizzo per scopi non domestici, vale a dire irrigare il giardino, lavare l'automobile, eccetera. Non sono mancati i "furbetti" che, contravvendo alle disposizioni, piuttosto che vedere ingiallire l’erba del prato hanno preferito aprire il rubinetto. Secondo quanto riportato dal Corriere del Ticino, in 23 sono stati "pizzicati" dai controlli e segnalati per possibili abusi, mentre 18 le multe inflitte dalla Polizia comunale.
La causa più frequente – scrive il quotidiano – riguarda appunto l'irrigazione abusiva del prato. Il maggior numero di infrazioni si è registrato nel quartiere di Capolago (6). Cinque, le intimazioni inviate ai cittadini di Mendrisio.
In 14 hanno deciso di produrre delle giustificazioni. Quella addotta più di frequente è l’assenza per un lungo periodo dal domicilio, che ha impedito di venire a conoscenza delle restrizioni. Ma non è mancato chi ha dato la colpa al proprio giardiniere, e chi ha pensato che far seccare e rifare daccapo l’intero giardino avrebbe avuto un costo maggiore di una multa di qualche centinaio di franchi .