CRONACA
"Vogliamo gli stessi diritti degli ucraini": trasferiti i minorenni afghani che avevano fatto sciopero della fame
A causa di malori erano intervenute delle ambulanze: gli scioperanti erano una trentina di minorenni. Il Collettivo R-Esistiamo organizza un presidio solidale domani a Belllinzona

BELLINZONA - Un presidio per chiedere che i diritti che sono stati accordati ai cittadini ucraini arrivati in Svizzera siano estesi anche a tutti gli altri rifugiati. Lo ha organizzato per domani 12 ottobre il collettivo R-Esistiamo, che prende spunto da quando accaduto qualche giorno fa a Chiasso.

Aveva fatto infatti scalpore lo sciopero della fame iniziato da una trentina di minorenni di origine afghana. Essi si sono presentati sotto gli uffici della SEM di Chiasso. Il motivo?  Secondo il collettivo, "perché si sentono in pericolo e non trovano referenti cui rivolgersi per avere risposte chiare".

Che prosegue: "Un minorenne non accompagnato in fuga da un paese in guerra come l'Afghanistan ha bisogno di essere accolto in un ambiente protetto, visto soprattutto
da dove viene; di essere ascoltato, di avere una persona di riferimento, in assenza dei genitori, che gli sia d’aiuto rispondendo in modo empatico ai suoi timori, alle sue domande e ai problemi che manifesta. Ha bisogno di avere una prospettiva e di comprendere procedure e tempi con l'accompagnamento fin dal primo colloquio di un giurista della
Protezione Giuridica (SOS CARITAS) che difenda i suoi diritti. Ha bisogno di andare a scuola, di imparare la lingua, di avere momenti di distrazione e di svago così come succede ai ragazzi della stessa età che hanno ottenuto il permesso S". 

Erano queste, infatti, le rivendicazioni dei giovani. Alcuni di loro si sono poi sentiti male al centro richiedendo l'intervento di varie ambulanze al centro rifugiati.

Stando a quanto scrive R-Esistiamo, ora stati trasferiti in altri centri federali al di fuori del Ticino e sono stati dunque divisi.  "Temiamo che non cambierà nulla per loro", l'urlo di angoscia del Collettivo, che chiede "che i diritti che sono stati giustamente accordati alle persone provenienti dall'Ucraina siano dati anche alle altre persone che fuggono dalla guerra come questi 30 ragazzi: rapida concessione di un permesso che dia loro una prospettiva di vita, uscita rapida dai centri federali e collocazione in abitazioni o foyer, scolarizzazione immediata e/o apprendistato, libertà di movimento. Se si vuole, l’abbiamo visto, si può fare!".

Pertanto è stato organizzato un presidio solidale domani a Bellinzona alle ore 19 in Piazza Governo. 

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