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Cronaca
18.10.2022 - 15:220
Aggiornamento: 20:21

Gli ucraini con statuto S in Svizzera sono poco meno di 60mila

Nel mese di settembre sono stati concessi 2'877 permessi con statuto S. Aumentano del 31% anche le richieste di asilo, in Ticino esplodono i tentativi di entrata illegali

BERNA - In settembre sono aumentate, rispetto al mese precedente, le richieste di asilo in Svizzera. L'Ucraina non figura tra i paesi da cui provengono più profughi.

Infatti, nel mese di settembre 2022 sono state registrate in Svizzera 2681 domande d’asilo, ossia 635 in più che nel mese precedente (+31 %). Rispetto a settembre 2021, il numero di domande è aumentato di 1138 unità. I principali Paesi di provenienza sono stati l’Afghanistan (777; +243), la Turchia (473; +169), l’Algeria (139; -1), il Burundi (135; +80) e la Siria (117; +54)

Per quanto concerne gli ucraini, a marzo fece molto discutere la decisione del Governo di concedere a chi fuggiva dalla guerra lo statuto S, che dà diritto a soggiornare un anno in Svizzera, a richiedere il ricongiungimento familiare e anche a lavorare. 

Nel mese di settembre, 2664 persone si sono registrate presso i centri federali d’asilo per chiedere lo statuto di protezione S. Nel medesimo lasso di tempo lo statuto S è stato concesso a 2877 persone di nazionalità ucraina, mentre in 83 casi è stato negato perché non erano soddisfatti i criteri pertinenti.

In 3650 casi lo statuto di protezione S è cessato dopo la sua attivazione, mentre in 1201 casi è in esame la fine dello statuto stesso.

A fine settembre le persone titolari dello statuto S erano 59'988.

Per quanto riguarda il Ticino, si nota un considerevole aumento dei tentativi di entrata illegali (sostanzialmente stabili nel resto del paese): erano stati 700 in giugno, 500 in luglio per poi esplodere in settembre con 1'309 casi e soprattutto in settembre con 2'144 (in Svizzera sono stati 3'703 in settembre, 3'665 in agosto). La loro origine è principalmente afgana e nordafricana, in linea coi dati dei migranti a livello nazionale. La maggior parte di loro si vuole dirigere verso il Nord Europa.

 

 

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