CRONACA
Te lo ricordi? Ripasso su come si usa la freccia. E il papà di Gobbi diceva: "Non fare l'indiano"
A volte l'abitudine e gli automatismi fanno scordare la teoria. Mobilità rammenta le regole base per l'uso dell'indicatore di direzione, e anche quelle che valgono quando esso non c'è

BELLINZONA - Sono quelle nozioni che si studiano quando si fa scuola guida, che sembrano ben chiare ma che poi col tempo un po', inevitabilmente, si perdono con la forza dell'abitudine. E se poi le norme cambiano, la situazione si complica. Per esempio, quanti di coloro che guidano sono in grado di elencare esattamente come si usa la freccia? 

Il DI lo ricorda con il suo volantino periodico Mobilità. Dunque, ecco un ripasso.

La freccia va usata quando c'è un cambio corsia. "Qualsiasi cambiamento di direzione deve essere segnalato tempestivamente con l’indicatore di direzione, in particolare per: mettersi in preselezione, passare da una corsia a un’altra, svoltare", si legge. "Il segnale deve cessare subito dopo il cambiamento di direzione".

Inoltre, "è imperativo indicare la propria intenzione di abbandonare la rotatoria azionando l’indicatore di direzione lampeggiante. Deve essere segnalato anche ogni cambiamento di corsia all’interno di una rotatoria a più corsie".

Cosa succede, però, se un veicolo è sprovvisto di indicatore di direzione, ovvero della freccia? "Se un veicolo è sprovvisto di indicatori di direzione o se questi non sono efficaci, il conducente o un passeggero indica con il braccio la direzione che sarà presa. Se ciò non è possibile, la manovra di svolta deve essere eseguita con prudenza accresciuta".

"Ognuno di noi può dare il suo contributo per facilitare la mobilità. Per esempio rendendo sempre chiare e ben visibili le proprie intenzioni sulla strada. Segnalare i cambi di direzione, evitando così incomprensioni, manovre brusche o incidenti riveste infatti un’importanza fondamentale", sottolinea Norman Gobbi. "Troppo spesso la freccia viene dimenticata quando si esce da una rotonda. Facciamo un piccolo sforzo in più per muoverci con maggiore libertà e sicurezza!". E rammenta un episodio della sua giovinezza, "ricordo ancora chiaramente il monito educativo e simpatico di mio padre durante la scuola guida: “fa mia l’indian, met fö la freccia!”. Non nascondiamo le nostre intenzioni, segnaliamole!

 

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