CRONACA
Viene scambiato per un boss, poi viene accusato di resistenza a pubblico ufficiale
Incredibile vicenda accaduta a un artigiano 50enne del Trapanese. Si è trovato in casa gli agenti che lo volevano arrestare pensando fosse un mafioso, che in realtà è solo... suo omonimo. Si è difeso imbracciando un fucile subacqueo

TRAPANI - È stato svegliato in piena notte da un blitz dei Carabinieri ed è finito in arresto per resistenza a pubblico ufficiale. La sua colpa? Essere omonimo di un boss mafioso.

L'incredibile vicenda è accaduta a un artigiano incensurato a Trapani. Erano le 3 di notte quando ha sentito qualcuno intimargli di aprire la porta: erano gli agenti che volevano arrestare il boss Vito Manzo, nell'ambito di una operazione che ha portato in manette 21 persone.

Ma non era lui!  L'uomo, di nome anche lui Vito, non aveva nulla a che fare con il capo mafia.

Quando ha capito cosa stava accadendo ha imbracciato un fucile subacqueo per difendersi, mentre i poliziotti minacciavano di sfondare la porta ha detto che avrebbe sparato. 

Alla fine è stato arrestato per quell. In questura si è chiarito l'equivoco, ma è comunque accusato di resistenza a pubblico ufficiale. 

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