Pratica millenaria dalle origini ancestrali, sta tornando in auge nelle regioni settentrionali del Paese. Spesso accompagnata da omicidi, traffico o furto di corpi o ceneri, alimenta un vero e proprio business dalle cifre stellari

CINA - Un macabro rituale dalla tradizione millenaria. Si credeva scomparso, invece nella Cina settentrionale sta tornando in auge la discutibile pratica del “ghost wedding”, o minghun, “nozze dell’aldilà”, sulla quale alcuni fatti recenti di cronaca nera hanno riportato l’attenzione.
È degli ultimi giorni la notizia che, nella provincia dello Shaanxi, la polizia locale ha arrestato un uomo accusato dell’uccisione - nella primavera scorsa - di due donne disabili con l’intento di venderne le spoglie per la celebrazione dei famigerati matrimoni. Ne riferisce il quotidiano online Sixth Tone, secondo il quale gli omicidi sarebbero stati commessi con la complicità di almeno altre due persone, a loro volta accusate di traffico di esseri umani e di insabbiamento delle prove.
Quella delle cosiddette "nozze fantasma" è una pratica antica dalle origini ancestrali che nasce dalla credenza che i maschi non sposati non possano essere sepolti con i propri antenati. Inizialmente era diffusa tra famiglie di futuri sposi deceduti prima di aver potuto coronare il loro sogno d’amore, ma nel tempo la sua estensione ha dato origine a crimini veri e propri: omicidi, traffico di corpi o ceneri. Un mercato nero, o meglio dire “noir” di spose cadaveri, che alimenta un business con cifre da capogiro.
Un’usanza senz'altro lugubre e di dubbio gusto che per un periodo sembrava scomparsa, sostituita dal ricorso ad effigie degli sposi (immagini o statue) ma ultimamente è tornata a diffondersi - grazie anche alle maggiori possibilità economiche della popolazione di provincia - e che ha fatto spuntare come funghi vere e proprie agenzie matrimoniali post mortem, dando vita a un vero e proprio business dalle cifre astronomiche. Le nozze “celesti” prevedono, come è uso nei matrimoni tra vivi da quelle parti, anche uno scambio di doni tra le famiglie, con l’imposizione del prezzo della sposa: una specie di dote consistente in gioielli, abiti, un’abitazione e della servitù, che vengono simbolicamente realizzati in carta.
Secondo una ricerca della Shanghai University, il prezzo delle spose cadaveri è raddoppiato negli ultimi quattro anni: si arrivano a spendere anche 14mila euro per un corpo passato a miglior vita in buone condizioni, mentre chi vuole o deve risparmiare, si deve accontentare di un corpo in avanzato stato di decomposizione, per il quale si spendono meno di 1000 euro.