Angelo Renzullo ha fondato Coworking Locarno, uno spazio con otto scrivanie, una sala meeting e una sala eventi, prenotabili per 7 giorni su 7. "Da me non ci sono contratti, si riserva e si paga online: ecco il mio coworking agile"

LOCARNO – Un modo di lavorare diverso, dove si condividono spazi e tempo, magari tessendo anche relazioni, una attività economica semplice da avviare, senza bisogno di permessi o attestazioni. Quello del coworking è un mondo ancora poco conosciuto, sia da parte di chi cerca una scrivania per alcune ore o alcuni giorni, sia soprattutto da chi mette a disposizione degli uffici, facendone un businnes.
Per capire qualcosa in più di questa realtà, abbiamo interpellato Angelo Renzullo di Coworking Locarno.
Nomadi digitali, che viaggiano zaino in spalla e lavorano dalla spiaggia? Qualcuno c’è, ma gli spazi coworking, almeno in Ticino, sono soprattutto persone, da liberi professionisti a dipendenti, che non possono o non vogliono sottoscrivere un contratto di affitto in un ufficio.
“Ci sono anche persone di passaggio, che sono magari in viaggio in Ticino e approfittano del mio spazio per fare le ore di lavoro che servono, dipendenti della Svizzera Interna in trasferta o frontalieri che lavorano da casa e devono avere delle ore al di qua del confine. Ho dei docenti, ad esempio, che organizzano nella sala meeting le loro lezioni, oppure qualcuno che ha bisogno di uno spazio dove accogliere clienti. Mi è capitato di veder organizzare dei colloqui”, ci racconta Angelo Renzullo. “Poi Locarno è comunque una città turistica e il tipo di clientela viene di conseguenza. Mi capita di vedere dei viaggiatori che tornano ogni anno”.
Quello dei coworking è un servizio dinamico che di fatto non è (ancora) regolamentato, per cui non sono necessarie autorizzazioni o licenze. Il nostro interlocutore parte dagli inizi dell’esperienza, basata sulla parola che lo guida nella vita lavorativa e non, ovvero shin, che in giapponese vuol dire fiducia. “Come ho creato Coworking Locarno a livello pratico? Ho affittato lo spazio, l’ho allestito, arredato, pubblicizzato, ho iniziato a accogliere i clienti. Alla fine, si tratta di persone che devono poter svolgere il proprio lavoro e accedono agli spazi pagando un ingresso commisurato al tempo desiderato. Ovviamente, il mio locatore è a conoscenza della destinazione dello spazio, ma è tutto molto semplice e chiaro. Coworking Locarno è un progetto che sottostà al mio studio grafico Shin Design, pertanto ho le classiche assicurazioni su mobilio e stabile, che coprono anche il coworking, per danni cagionati all’infrastruttura. Non serve avere coperture particolari, se per caso viene rotto qualcosa, posso sapere chi c’è stato, tramite i tabulati. Ma sono ipotesi che non si sono mai verificate”.
Ha ideato il suo spazio, internamente alla sede della sua agenzia Shin Design, con otto postazioni in una ampia sala che all’occorrenza accoglie eventi o corsi, aperto durante il periodo del Covid. “Non vedo però collegamenti diretti tra la pandemia e il numero di clienti. Forse lo smartworking ha mostrato che si può lavorare da casa, al contempo col passare dei mesi ha reso chiara l’esigenza di uscire dalle proprie quattro mura e della solitudine, anche se si opera da remoto”.
Desiderava qualcosa di agile, diverso dal solito, che permettesse di avere un luogo dove lavorare e fare networking, incontrarsi. Ha creato una realtà in cui ciascun cliente ha piena autonomia e libertà di movimento, riservando in modo semplice e rapido. “Volevo un coworking diverso dal solito, improntato su fiducia e semplicità. In primis, da me per scelta, non c’è nessun contratto da sottoscrivere: si prenotano gli spazi online, aperti dalle 7 alle 22, per 7 giorni su 7 (le scrivanie sino alle 18,30) e si pagano in anticipo tramite carta di credito online dal sito, almeno 48 ore prima, anche se in caso di necessità particolari ci si accorda in modo amichevole. Con l’operazione si accettano le condizioni del regolamento, che invio sia per WhatsApp che con una email automatica. All’ora della prenotazione, tramite un codice ricevuto per via elettronica, l’utente può aprire la porta. Chi vuole può affittare il mio parcheggio privato a costo simbolico”.
Grazie al codice ricevuto via chat, il coworker entra autonomamente nello spazio, senza nessuno che debba fisicamente aprirgli lo spazio o accoglierlo. Ciò non significa, però, che Renzullo non sia raggiungibile in modo costante, se non fisicamente almeno per via telematica. “Se qualcuno ha bisogno di un supporto per trovare il suo spazio o per altre informazioni, mi può contattare per messaggio e lo assisto. Ma sono riuscito a dar vita a un sistema dove ciascuno si muove da solo, se non sono presente fisicamente spesso l’interazione è pari a zero perché i clienti sono autonomi, con a disposizione tutto quello di cui hanno bisogno”.
Si può prenotare per poche ore o per più sessioni. “I pacchetti costano in proporzione meno rispetto a quelle singole. Mi è stato spesso chiesto di inserire il servizio di domiciliazione e di ricezione della corrispondenza, però ho preferito non offrirli, perché desidero qualcosa di agevole e semplice da gestire, per me e per gli altri. Al momento, non vale la pena, anche se grandi catene di coworking lo hanno inserito”.
Per Renzullo, le regole sono poche e chiare: non si fuma, si lasciano le sale pulite, non si portano cibo (sono disponibili delle macchinette del caffè, bollitore per il té e un frigorifero con bibite acqua gasata, senza costi aggiuntivi), soprattutto a causa degli odori ed eventuale sporcizia generata, e animali domestici, si rispetta lo spazio. “C’è chi interagisce, c’è chi è concentrato sul proprio lavoro, di fatto l’arredamento altamente professionale permette di svolgere al meglio la propria attività. La sala con le otto postazioni è aperta, non ci sono separazioni, per scelta. Diversamente, non sarebbe più un coworking ma una sorta di appartamento condiviso, dove ognuno ha la sua stanza. E non è ciò che desidero. Certo, servono delle norme basilari di convivenza civile, e chi ha necessità di seguire conferenze online o effettuare videochiamate utilizza cuffie e microfono moderando la voce: per fortuna devo dire che sinora ho sempre visto rispetto. Se qualcuno vuole stare solo, senza essere visto o sentito, riserva la saletta meeting, dove si possono anche portare tre accompagnatori quali clienti o allievi per esempio”.
Lo spirito di Coworking Locarno è di offrire a chiunque la possibilità di portare avanti i propri progetti sollevandolo da quei tipici costi fissi o contratti vincolanti iniziali che alle volte si pongono ad ostacolo nell’imbastire una propria avventura professionale. Una realtà, quella dei coworking, che viene richiesta anche in Ticino, dove molti ancora però non la conoscono e che Renzullo ha voluto declinare a modo suo.