CRONACA
Il passato di Jessica Moretti: dal Festival di Cannes al dramma di Crans-Montana. Le sue parole: "Il dramma della mia vita"
Il passato di Jessica Moretti: dal Festival di Cannes al dramma di Crans-Montana. Poi le parole agli inquirenti: "Non ho avuto l'intenzione di far male a nessuno"

SION – Niente domiciliari per Jessica Moretti, ma il Tribunale delle misure coercitive del Canton Vallese ha deciso di imporle misure sostitutive alla detenzione preventiva. La titolare del locale Le Constellation – teatro del tragico incendio di Capodanno costato la vita a 40 persone – dovrà presentarsi quotidianamente alla polizia, consegnare i documenti d’identità e non potrà lasciare il territorio svizzero.

Una decisione che arriva mentre continuano a emergere dettagli sul passato imprenditoriale e personale della donna, finita sotto i riflettori per la gestione del locale e le sue eventuali responsabilità nella tragedia. Nata a Cannes, Jessica Moretti ha un percorso di studi internazionale: ha frequentato le scuole ad Antibes, poi nel Principato di Monaco, prima di proseguire la sua formazione con un master in Galles e un ulteriore percorso alla Business School di Montpellier.

Nel 2011 sposa Jacques (oggi lui in carcere) e inizia una carriera variegata tra moda e intrattenimento. Ha lavorato come attrice e modella, ed è apparsa in almeno un episodio di una nota serie televisiva francese.

Un’immagine emblematica del suo passato risale al Festival di Cannes del 2012: la ritrae in abiti militari succinti accanto all’attore Sacha Baron Cohen, durante la promozione del film “Il Dittatore”. Uno scatto che negli ultimi giorni è tornato a circolare sui social e sul web.

Secondo quanto emerso, Jessica Moretti sarebbe diventata il volto di riferimento del locale Le Constellation dopo che il marito, a causa di pregressi penali in Francia, aveva deciso di ritirarsi dagli incarichi legali nelle società della coppia.

Una scelta che l’ha portata a gestire in prima persona la struttura poi devastata dalle fiamme nella notte del 31 dicembre. Sulla sua posizione e su eventuali responsabilità legate alla sicurezza del locale, le indagini sono ancora in corso.

A verbale, Jessica racconta di “essere arrivata al bar verso le 22:30 e ho subito fatto il punto della situazione”. “Verso l’1:15 tutti ballavano, all’improvviso ho percepito che stesse succedendo qualcosa e ho ordinato a tutti di uscire. Non mi ero resa conto che la situazione fosse così grave. Quando incontro Jacques, che arrivava da un altro locale, vedo il panico sul suo volto”.

Le bottiglie scintillanti “le abbiamo sempre fatte, da dieci anni”, racconta. Poi aggiunge dettagli su Cyane, la cameriera con il casco e tra le vittime del devastante incendio. “Era una specie di sorellina per me. Sono rimasta accanto a lei. Ho cominciato a tremare e mio marito mi ha detto di tornare a casa dai piccoli. Piangevo per Cyane, era stata da noi a casa per Natale. È il dramma della mia vita. Non ho avuto l’intenzione di far male a nessuno”.

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