Il Tribunale delle misure coercitive del Canton Vallese ha accolto la richiesta di scarcerazione avanzata dalla difesa, fissando una cauzione di 200 mila franchi e una serie di misure restrittive

CRANS-MONTANA - La scarcerazione di Jacques Moretti, gestore del bar Le Constellation di Crans-Montana e uno dei due indagati per l’incendio che la notte di Capodanno ha provocato 40 morti e oltre 100 feriti - decisa oggi dai giudici - non soltanto in Svizzera ma anche in Italia, dove la vicenda ha assunto una forte dimensione politica e mediatica. Il Tribunale delle misure coercitive del Canton Vallese ha accolto la richiesta di scarcerazione avanzata dalla difesa, fissando una cauzione di 200 mila franchi e una serie di misure restrittive, tra cui l’obbligo di presentarsi regolarmente alla polizia, il divieto di lasciare il territorio svizzero e il sequestro dei documenti d’identità. Per i giudici non sussistono al momento elementi sufficienti per mantenere la carcerazione preventiva, pur restando aperta l’inchiesta penale.
La decisione ha immediatamente alimentato nuove polemiche in Italia, dove l’opinione pubblica segue con crescente attenzione i risvolti della tragedia e il presunto ruolo dei Moretti nella gestione del locale. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni, in visita a Davos, ha definito la vicenda “una storia di una gravità assoluta”, aggiungendo che il governo italiano sta seguendo “con grande attenzione” l’evolversi dell’inchiesta. Pur non entrando nel merito della decisione della magistratura elvetica, Meloni ha sottolineato come Roma sia in costante contatto con Berna e come l’interesse principale resti “ottenere verità e trasparenza su quanto accaduto”.
Parole più nette sono arrivate dal ministro degli Esteri Antonio Tajani, che pur ribadendo rispetto per l’indipendenza della giustizia svizzera ha detto:
La scarcerazione di Jacques Moretti, gestore del bar Le Constellation di Crans-Montana e uno dei due indagati per l’incendio che la notte di Capodanno ha provocato 40 morti e oltre 100 feriti, continua a far discutere non soltanto in Svizzera ma anche in Italia, dove la vicenda ha assunto una forte dimensione politica e mediatica. Il Tribunale delle misure coercitive del Canton Vallese ha accolto la richiesta di scarcerazione avanzata dalla difesa, fissando una cauzione di 200 mila franchi e una serie di misure restrittive, tra cui l’obbligo di presentarsi regolarmente alla polizia, il divieto di lasciare il territorio svizzero e il sequestro dei documenti d’identità. Per i giudici non sussistono al momento elementi sufficienti per mantenere la carcerazione preventiva, pur restando aperta l’inchiesta penale.
La decisione ha immediatamente alimentato nuove polemiche in Italia, dove l’opinione pubblica segue con crescente attenzione i risvolti della tragedia e il presunto ruolo dei Moretti nella gestione del locale. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni, in visita a Davos, ha definito la vicenda “una storia di una gravità assoluta”, aggiungendo che il governo italiano sta seguendo “con grande attenzione” l’evolversi dell’inchiesta. Pur non entrando nel merito della decisione della magistratura elvetica, Meloni ha sottolineato come Roma sia in costante contatto con Berna e come l’interesse principale resti “ottenere verità e trasparenza su quanto accaduto”.
Parole più nette sono arrivate dal ministro degli Esteri Antonio Tajani, che ha parlato di “decisione che lascia molte perplessità”, pur ribadendo rispetto per l’indipendenza della giustizia svizzera ha scritto su X: "Non ho parole per commentare la scarcerazione in Svizzera di Jacques Moretti. È un atto che rappresenta un vero oltraggio alla sensibilità delle famiglie che hanno perso i loro figli a Crans-Montana, che non tiene conto del lutto e del dolore profondo che queste famiglie condividono con il Popolo italiano. Se fossi stato io non avrei concesso la libertà su cauzione. Una decisione che lascia molto a desiderare". Tajani ha precisato che la Farnesina continuerà a monitorare la situazione e a sostenere le famiglie italiane delle vittime, molte delle quali presenti ieri alla manifestazione svoltasi davanti al municipio di Lens. Il ministro ha inoltre annunciato nuovi colloqui con l’ambasciata italiana a Berna, impegnata nel mantenere un dialogo diretto con le autorità cantonali e federali.
Intanto, in Svizzera la Procura vallesana prosegue il lavoro investigativo e ha confermato di non voler nominare alcun procuratore straordinario, respingendo le richieste avanzate da alcune parti civili. Gli inquirenti, che stanno rafforzando la squadra d’indagine, ritengono di avere gli strumenti necessari per proseguire autonomamente l’inchiesta. Jacques e Jessica Moretti restano al momento gli unici indagati, anche se la Procura ha lasciato intendere che il perimetro dell’indagine potrebbe ampliarsi qualora emergessero nuove responsabilità.
La tragedia di Crans-Montana continua così a intrecciarsi con tensioni politiche, aspettative delle famiglie, pressioni mediatiche e decisioni giudiziarie controverse. Un equilibrio fragile che, in attesa delle perizie tecniche e dei prossimi sviluppi, mantiene altissima l’attenzione su una vicenda destinata a restare a lungo al centro del dibattito pubblico.
Intanto, in Svizzera la Procura vallesana prosegue il lavoro investigativo e ha confermato di non voler nominare alcun procuratore straordinario, respingendo le richieste avanzate da alcune parti civili. Gli inquirenti, che stanno rafforzando la squadra d’indagine, ritengono di avere gli strumenti necessari per proseguire autonomamente l’inchiesta. Jacques e Jessica Moretti restano al momento gli unici indagati, anche se la Procura ha lasciato intendere che il perimetro dell’indagine potrebbe ampliarsi qualora emergessero nuove responsabilità.
La tragedia di Crans-Montana continua così a intrecciarsi con tensioni politiche, aspettative delle famiglie, pressioni mediatiche e decisioni giudiziarie controverse. Un equilibrio fragile che, in attesa delle perizie tecniche e dei prossimi sviluppi, mantiene altissima l’attenzione su una vicenda destinata a restare a lungo al centro del dibattito pubblico.