A Liscio e Macchiato analizziamo le reazioni e i commenti all'offensiva del Governo italiano dopo la scarcerazione di Jacques Moretti

L’edizione odierna di Liscio e Macchiato - lunedì 26 gennaio - https://www.youtube.com/watch?v=2tBypFcANHA si apre ancora una volta sulla tragedia di Crans-Montana e sulle sue sempre più esplosive implicazioni internazionali. Le ultime 48 ore sono state segnate dalle bordate del governo italiano, in particolare della presidente del Consiglio Giorgia Meloni e del ministro degli Esteri Antonio Tajani, che hanno trasformato un caso giudiziario svizzero in un vero e proprio incidente diplomatico.
Prima però una rivelazione importante pubblicata dal Corriere della Sera: un testimone ha raccontato che nel 2024, sempre durante il periodo tra Natale e Capodanno e sempre al bar Le Constellation, si sarebbe verificato un primo incendio. Stesso orario – intorno alla mezzanotte – e stessa dinamica: le candele scintillanti utilizzate nel locale avrebbero toccato il soffitto, incendiando la schiuma fonoassorbente. In quell’occasione le fiamme furono spente rapidamente e senza conseguenze, ma il nuovo elemento pesa ora come un macigno sulla posizione dei coniugi Moretti.
Nel frattempo lo scontro mediatico e politico tra Italia e Svizzera si intensifica. Paride Pelli, nel suo editoriale sul Corriere del Ticino, parla apertamente di «metodi alla Trump» per descrivere il modo in cui una parte della stampa italiana e alcuni esponenti politici stanno conducendo l’attacco contro la giustizia elvetica, accusata di aver scarcerato Jacques Moretti con eccessiva leggerezza. Tanto è bastato per incendiare il dibattito, trasformando quello che era un procedimento penale in un caso diplomatico vero e proprio.
A difesa della Svizzera si sono però levate due voci di peso del giornalismo italiano: Giuliano Ferrara e Marco Travaglio. Il primo parla di «mozzorecchie in guanti bianchi» riferendosi al governo Meloni, mentre Travaglio ricorda come la giustizia svizzera stia applicando norme garantiste perfettamente coerenti con il suo ordinamento. In un panorama politico e mediatico italiano simile a una corrida, le due posizioni si distinguono per equilibrio e lucidità.
Sul piano tecnico-giuridico, interviene anche Maria Rosa Cappa, ex procuratrice federale, che analizza la proposta avanzata da Giorgia Meloni di una «collaborazione investigativa» tra Italia e Svizzera sul caso Crans-Montana.
La sensazione è che la vicenda abbia imboccato una curva inattesa, in cui alla tragedia di Capodanno si è sovrapposto un clima di tensione politica che nessuno, fino a pochi giorni fa, avrebbe immaginato. E che oggi obbliga tanto Berna quanto Roma a muoversi in un terreno scivoloso, tra giustizia, diplomazia e opinione pubblica.