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Crans, rogatoria negli USA per recuperare i profili Facebook dei Moretti
La Procura di Sion chiede di ottenere tutti i contenuti pubblicati su otto profili nel frattempo cancellati
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SION - Il Ministero pubblico del Canton Vallese ha inoltrato il 26 febbraio una rogatoria internazionale “urgente” alle autorità giudiziarie statunitensi con l’obiettivo di recuperare il materiale pubblicato su Facebook legato al bar Le Constellation, poi eliminato dal social network nelle ore successive alla tragedia. A riferirlo è il Corriere del Ticino, che scrive di essere entrato in possesso del documento inviato dalla magistratura di Sion.

Secondo quanto riportato, la Procura chiede di ottenere tutti i contenuti pubblicati su otto profili nel frattempo cancellati: tra questi figurerebbero i profili personali di Jacques e Jessica Moretti e pagine collegate al locale, compresa quella denominata “Old Constellation”, da cui nei primi giorni di gennaio sarebbero state recuperate immagini dei lavori di ristrutturazione del 2015. Il documento indica inoltre che i profili sarebbero stati disattivati da Jessica Moretti il 1° gennaio 2026, poche ore dopo l’incendio. L’interesse degli inquirenti riguarda in particolare i post relativi ai lavori svolti nel locale, alle attività e agli eventi organizzati, ma anche eventuali commenti su materiali utilizzati e carenze di sicurezza. La Procura sostiene che questi elementi potrebbero “contribuire a stabilire la verità”. Nel testo della rogatoria viene citato, tra l’altro, il materiale fotografico sull’installazione di schiuma fonoassorbente sul soffitto e contenuti legati a eventi del locale, come il “corteo” con bottiglie e candele pirotecniche. 

La richiesta non mira solo a chiarire il ruolo dei gerenti, ma anche a individuare possibili responsabilità più ampie: la Procura scrive infatti che vi sono motivi per ritenere che il Comune possa aver mancato al dovere di far rispettare le normative di competenza per tutelare l’incolumità dei clienti, lacune che potrebbero essere attribuite a dipendenti attuali e passati e anche ai membri del Consiglio comunale. 

Per questo, la magistratura chiede a Meta l’accesso al “contenuto completo” delle pagine: non solo i post, ma anche messaggi, profili, commenti e informazioni di account collegati o connessi agli otto profili, in un arco temporale molto ampio: dal 1° gennaio 2014 al 16 gennaio 2026. Infine, la Procura precisa che la Polizia cantonale vallesana avrebbe già contattato Meta il 16 gennaio per chiedere la conservazione dei contenuti per il periodo indicato.

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