CRONACA
Moretti, la lettera ai dipendenti: “Rompiamo il silenzio imposto”
Nella missiva inviata al team del Constellation i gestori spiegano perché non hanno potuto parlare prima, denunciano presunte calunnie mediatiche e chiedono alla Procura il parziale sblocco dei conti

CRANS MONTANA - I gestori del locale teatro della tragedia di Capodanno a Crans-Montana hanno inviato una lettera ai propri collaboratori. Una presa di posizione attesa da settimane, dopo un silenzio che, secondo la coppia, non sarebbe stato una scelta ma una conseguenza diretta delle indagini in corso.

La missiva, due pagine indirizzate a tutto il personale del Constellation e pubblicata dal Blick, si apre con una frase netta: “Abbiamo deciso oggi di rompere il silenzio impostoci con questa lettera. Riteniamo nostro dovere alleviare il vostro dolore”. I Moretti spiegano di non aver potuto esprimere subito cordoglio e vicinanza alle famiglie delle vittime a causa del divieto di contatto legato ai sospetti di collusione. Una condizione che - scrivono - avrebbe reso la situazione “insostenibile”, impedendo qualsiasi comunicazione anche con le persone che lavoravano per loro.

Una parte importante della lettera è dedicata alla copertura mediatica. La coppia parla di “organi stampa fuori controllo”, accusati di aver diffuso informazioni false e dannose. Tra queste, la voce secondo cui Jessica Moretti sarebbe fuggita dal bar con la cassa in mano senza prestare soccorso: un'accusa che l’ha profondamente ferita e definita “completamente inventata”. I gestori assicurano che continueranno a collaborare con gli inquirenti e si dicono fiduciosi che l’inchiesta “farà piena luce sulla verità”.

Nella lettera si affronta anche la situazione finanziaria dei dipendenti: gli stipendi sarebbero stati pagati il 6 gennaio, prima che i conti venissero congelati. Da allora la coppia attende che la Procura autorizzi un parziale sblocco dei fondi per poter continuare a sostenere economicamente il personale.

“Non vi abbandoneremo” - scrivono in chiusura i Moretti - “Siamo legati dallo stesso destino e faremo tutto il possibile per sostenervi”. La missiva si chiude con la doppia firma: “Jessica e Jacques”.

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