Proseguono le indagini, rafforzata la squadra investigativa. I coniugi Moretti restano gli unici imputati, ma...

CRANS-MONTANA - Non ci sarà alcun procuratore straordinario per l’inchiesta sulla tragedia di Capodanno a Crans-Montana. Lo ha comunicato questa mattina il Ministero pubblico vallesano, ribadendo la piena competenza dell’autorità attualmente in carica e respingendo la richiesta avanzata da una delle parti. Come riferisce il Corriere del Ticino, la procuratrice generale Beatrice Pilloud ha spiegato in una nota che «non vi è alcun motivo, né oggettivo né giuridico, che giustifichi la nomina di un procuratore straordinario».
Secondo quanto reso noto, l’Ufficio centrale del Ministero pubblico si è riunito il 19 gennaio per valutare la richiesta, ma ha concluso che la gestione dell'inchiesta rientra pienamente nel proprio mandato: l’organo è infatti responsabile dei casi di particolare rilevanza, compresi i reati legati a grandi eventi o episodi con forte impatto mediatico.
Squadra potenziata
Pur escludendo cambiamenti al vertice dell’indagine, la Procura ha annunciato un rafforzamento operativo. Grazie al sostegno finanziario del Consiglio di Stato vallesano, è in corso l’assunzione di personale supplementare. Il gruppo incaricato del dossier – composto da procuratrici, cancellieri e segretari – lavorerà in modo congiunto tanto sugli aspetti tecnici quanto su quelli giuridici.
Gli interrogatori dei Moretti
Intanto, prosegue la ricostruzione dei fatti che hanno portato all’incendio del bar Le Constellation, costato la vita a 40 persone e con oltre 100 feriti. I coniugi Jacques e Jessica Moretti, gerenti del locale e finora gli unici imputati, sono stati interrogati due volte per più di dieci ore complessive. Le domande hanno riguardato la loro situazione personale, le misure di sicurezza adottate, le condizioni del locale e i lavori di ristrutturazione effettuati negli anni.
La Procura sottolinea comunque di «riservarsi la facoltà di estendere l’inchiesta a qualunque altra persona» qualora emergessero ulteriori elementi di responsabilità penale.
Parti civili e atti istruttori
Cresce anche il numero delle parti civili: una trentina finora, rappresentate da una cinquantina di avvocati, alcuni dei quali già presenti durante gli interrogatori dei Moretti. Parallelamente, l’autorità inquirente ha disposto nuove perquisizioni, perizie tecniche, sequestri e misure di deposito obbligatorio di documenti, con l’obiettivo di chiarire con precisione le cause del rogo e mettere in sicurezza ogni elemento probatorio.
L’indagine, a tre settimane dal dramma, resta dunque ampia e complessa. Nessun cambio di rotta ai vertici, ma più risorse e l’impegno dichiarato di ricostruire ogni passaggio della notte che ha sconvolto la località del Vallese.