Lo sfogo di un papà di uno dei giovani feriti: "L'unico documento che mi hanno fornito è stata la lettera di dimissioni, oltretutto sbagliata"

CRANS MONTANA – “Sto vivendo una situazione surreale”. Sono le parole del padre di uno dei giovani feriti di Crans-Montana affidate a La Repubblica. L’uomo non si spiega il motivo per cui “la cartella sanitaria di mio figlio è ferma in dogana”.
Valentino Giola, papà di un ragazzo trasferito da Sion all’Ospedale Niguarda di Milano, spiega di aver richiesto più volte la documentazione. Ma di risposte, almeno concretamente, non ne arrivano. “Dicono che i documenti siano bloccati in dogana e impossibili da inviare via mail”.
“Le fatture dalla Svizzera sono arrivate. I documenti no. Non sanno nemmeno dirci il motivo per cui la cartella sanitaria di mio figlio sia ferma in dogana. L’unica cosa che mi hanno inviata è stata la lettera di dimissione dall’ospedale di Sion. Parlano di grave ustione alla mano destra. Peccato che quella realmente ferita sia la sinistra…”.
Un errore che il padre attribuisce al caos di quella notte, quando una struttura – il locale Constellation – si è trasformata in teatro di un’emergenza con decine di feriti. Sessanta ragazzi da assistere in condizioni estreme.