CRONACA
Movida, escort e segreti: scattano gli arresti. Calciatori non indagati
In meno di due anni, l'attività avrebbe generato oltre 1,2 milioni di euro. Coinvolti a vario titolo calciatori di Serie A e serie minori

MILANO – Proseguono a Milano le indagini sul giro di escort legato al mondo della movida e frequentato anche da diversi calciatori di Serie A, vip e un pilota di Formula 1. Le prime audizioni sono già iniziate: a essere ascoltate sono soprattutto giovani donne che partecipavano alle serate organizzate nei locali, appuntamenti che in alcuni casi si concludevano in hotel con prestazioni a pagamento, anche fino a mille euro a notte.

Al centro dell’inchiesta c’è l’agenzia di eventi Ma.De., con sede a Cinisello Balsamo. Ai domiciliari sono finite quattro persone, tra cui la titolare Deborah Ronchi e il compagno Emanuele Buttini, ritenuti dagli inquirenti promotori di un’organizzazione dedita al favoreggiamento e allo sfruttamento della prostituzione, oltre che ad altre ipotesi di reato come l’autoriciclaggio.

Uno degli aspetti chiave riguarda i flussi di denaro: in meno di due anni l’attività avrebbe generato oltre 1,2 milioni di euro. Almeno 200 mila euro sarebbero stati versati tramite bonifici da calciatori che usufruivano di pacchetti “tutto compreso”, spesso dopo partite giocate a San Siro.

Coinvolti, a vario titolo, calciatori di Serie A e categorie inferiori, ma al momento nessuno di loro risulta indagato, così come non lo sono le ragazze né i gestori dei locali. Negli atti compaiono circa settanta nomi di calciatori, utilizzati dagli investigatori per analizzare i contenuti dei telefoni sequestrati. Tuttavia, i contatti diretti con il gruppo ristretto di escort - meno di dieci, tra i 19 e i 21 anni - emergerebbero solo per pochi atleti. Gli stessi calciatori saranno ascoltati in qualità di testimoni.

Per molti altri, invece, ci sono soltanto elementi indiretti: presenze documentate nei locali tramite foto e video sui social o contatti occasionali con gli indagati. Proprio per questo, i nomi non sono stati resi pubblici, in attesa di eventuali sviluppi giudiziari.

Le indagini della Guardia di Finanza hanno già tracciato parte dei movimenti economici: serate con consumazioni anche da 3.500 euro, di cui una quota sarebbe riconducibile alle prestazioni delle escort, che avrebbero versato all’organizzazione circa il 50% dei compensi. Parte dei profitti, secondo gli investigatori, potrebbe essere transitata su conti esteri, in particolare in Lituania.

Intanto sono iniziati gli interrogatori di garanzia davanti al giudice per le indagini preliminari. Oltre a Ronchi e Buttini, risultano coinvolti anche Alessio Salamone e Luz Luan Amilton Fraga, accusati di reclutare le ragazze e organizzare gli incontri con i clienti, sia a Milano sia in località estive come Mykonos.

Tra i nomi citati nell’inchiesta compare anche quello di Giovanni Urso, animatore della nightlife milanese, volto noto sui social e socio di minoranza della società che gestisce il locale Pineta. Non è indagato e respinge ogni collegamento con il presunto sistema illecito, spiegando che alcune frasi finite agli atti sono state estrapolate da un video ironico e non hanno alcun legame con la prostituzione.

Urso conferma che l’agenzia Ma.De. affittava una parte riservata del locale, il cosiddetto “super privé”, destinato a una clientela selezionata, tra cui calciatori in cerca di discrezione. Ma ribadisce la distinzione tra attività di intrattenimento e qualsiasi forma di sfruttamento: “Se qualcuno ha violato la legge, dovrà risponderne. Io non ho nulla a che fare con le escort”.

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