Federico Colombo ha ricordato così la fidanzata: "Niente nella vita è sprecato. Dovremmo avere il coraggio di amare di più. La vita è un dono fragile e immenso"

MILANO – “Niente nella vita è sprecato. Dovremmo avere il coraggio di amare di più”. Inizia così la lettera che Federico Colombo ha scritto per ricordare la fidanzata Giorgia Sommacal, morta durante l’immersione nella grotta di Alimanthà, alle Maldive. “L’amore è l’emozione più grande dell’umanità”, scrive nella sua dedica pubblicata sul Secolo XIX.
“La perdita di Giorgia e Monica mi ha insegnato qualcosa che forse prima non riuscivo davvero a capire: niente nella vita è scontato. Siamo così abituati alla presenza delle persone, ai gesti quotidiani, alle parole dette distrattamente, che spesso ci dimentichiamo del loro vero valore. Poi arriva un'assenza, e improvvisamente capisci quanto fossero importanti anche le cose più piccole: un sorriso, una chiamata, una risata senza motivo, perfino i silenzi condivisi”.
“Mi faceva sempre sentire importante. Era una ragazza d’oro, che aveva una luce particolare e una dolcezza che non si può spiegare. Sempre presente e capace di farti sentire importante. Ho imparato che bisogna ringraziare di più per il presente, perché è l'unica cosa che abbiamo davvero”, prosegue Federico nella lettera inviata al quotidiano ligure.
E ancora: “Bisogna vivere senza aspettare sempre il momento giusto, senza rimandare ciò che ci rende felici. Dovremmo avere il coraggio di amare di più, di dire quello che sentiamo, di abbracciare forte le persone a cui vogliamo bene e di goderci ogni attimo, anche quelli che sembrano banali o stupidi. Perché spesso sono proprio quei momenti a diventare i ricordi più preziosi”.
“La vita corre veloce e non ci avvisa mai quando qualcosa sta per finire. Per questo oggi credo che vivere davvero significhi esserci: con il cuore, con l'anima, con sincerità. Significa ridere senza paura, emozionarsi, fare follie, creare ricordi, perdonare, lasciare andare ciò che pesa e tenersi stretto ciò che conta davvero. La vita è un dono fragile e immenso allo stesso tempo. E forse il modo migliore per onorarla è condividerla con chi sa amarci sinceramente, con chi resta, con chi riesce a dare valore alla nostra presenza prima che diventi un ricordo”.
“Vorrei concludere con queste parole: "Il problema fondamentale dell'umanità da 2000 anni è rimasto lo stesso... amarsi. Solo che ora è diventato più urgente, molto più urgente, e quando oggi sentiamo ancora ripetere che dobbiamo amarci l'un l'altro, sappiamo che ormai non ci rimane molto tempo. Ci dobbiamo affrettare, affrettiamoci ad amare, noi amiamo sempre troppo poco e troppo tardi, affrettiamoci ad amare, perché al tramonto della vita saremo giudicati sull'amore, perché non esiste amore sprecato e perché non esiste un'emozione più grande di sentire quando siamo innamorati che la nostra vita dipende totalmente da un'altra persona, che non bastiamo a noi stessi, e che tutte le cose, anche quelle inanimate (...) improvvisamente quando le guardiamo si caricano di significato umano e ci affascinano, ci commuovono, perché? Perché contengono un presentimento d'amore (...) e perché l'amore combacia con il significato di tutte le cose: la felicità”.