L’uomo che ha aggredito alla stazione era stato dimesso dopo essere stato giudicato “non pericoloso”, sotto esame procedure e responsabilità. Il direttore cantonale della sicurezza Mario Fehr: “Evidente errore di valutazione”

WINTERTHUR - La clinica psichiatrica di Winterthur ha avviato un’indagine amministrativa esterna dopo l’aggressione con coltello avvenuta ieri alla stazione cittadina. Al centro degli accertamenti vi è il percorso che ha portato alla dimissione dell’autore del gesto, un 31.enne che poco prima era stato ricoverato in psichiatria e poi ritenuto non pericoloso.
A comunicarlo è stata la stessa Integrierte Psychiatrie Winterthur (ipw), che si è detta scioccata e profondamente colpita da quanto accaduto. L’obiettivo dell’inchiesta sarà chiarire le procedure seguite e le eventuali responsabilità nella valutazione del paziente, dopo che l’uomo era stato autorizzato a lasciare la struttura.
Secondo quanto ricostruito, il 31.enne si era presentato spontaneamente alla polizia municipale di Winterthur nella giornata di lunedì. Gli agenti avevano quindi disposto il ricovero in psichiatria attraverso un provvedimento di ricovero a scopo assistenziale. Due giorni più tardi, mercoledì, un medico lo aveva però classificato come “non pericoloso per sé stesso e per gli altri”, aprendo così la strada alla dimissione.
Il giorno seguente è arrivato l’attacco alla stazione.
Durissimo il commento del direttore cantonale della sicurezza Mario Fehr, che ha definito la valutazione della clinica un “evidente errore di valutazione”. Parole che aumentano la pressione sull’istituto psichiatrico e che rendono ancora più delicato il lavoro dell’indagine esterna appena annunciata.
Il caso riapre così il dibattito sulla gestione dei ricoveri a scopo assistenziale e sui criteri con cui viene misurato il rischio in ambito psichiatrico, soprattutto quando le decisioni cliniche si intrecciano con la sicurezza pubblica.