L'azienda: "Il rapporto di fiducia reciproca è risultato compromesso". Ma nessun dettaglio in più per ora sul caso

Si chiude con la risoluzione consensuale del rapporto di lavoro la vicenda che nelle scorse settimane aveva coinvolto un noto giornalista della RSI, sospeso in via cautelare dopo alcune segnalazioni relative a presunti comportamenti inadeguati nei confronti di colleghe.
A darne notizia è laRegione sul suo sito online, che ricorda come l'inchiesta interna fosse stata avviata a seguito di diverse segnalazioni riguardanti episodi che sarebbero avvenuti durante trasferte professionali all'estero del giornalista. In un primo momento, l'emittente aveva disposto la sospensione cautelare del collaboratore, in attesa degli accertamenti interni.
Interpellata dal giornale, la RSI ha confermato che «è stato raggiunto un comune accordo di scioglimento del contratto di lavoro», aggiungendo che «il rapporto di fiducia reciproca è risultato compromesso». L'azienda non è entrata nel merito della vicenda, richiamando la necessità di tutelare la privacy e l'integrità delle persone coinvolte.
Già al momento dell'apertura dell'inchiesta, la RSI aveva ribadito la propria politica di «tolleranza zero» nei confronti di molestie, discriminazioni o comportamenti lesivi dell'integrità personale, spiegando che ogni segnalazione viene esaminata secondo le procedure interne e che, se necessario, possono essere adottate misure cautelari durante gli accertamenti.
La vicenda si conclude dunque senza ulteriori dettagli pubblici sugli esiti dell'inchiesta interna, con la cessazione del rapporto di lavoro concordata tra le parti.
Piccola nota in calce: al di là della sacrosanta tutela della privacy, trattandosi di un caso che coinvolge un personaggio pubblico, volto dell'emittente pubblica, qualche informazione in più, da parte di un'azienda che fa informazione al pubblico, ce la si aspetterebbe. Attendiamo.