Il dossier sarebbe stato aperto settimane fa. Già svolti i primi accertamenti con testimonianze e perquisizioni

BELLINZONA – Sulla vicenda che coinvolge un 14enne incarcerato alla Farera e il relativo intervento del consigliere di Stato leghista Claudio Zali si muove ora anche la giustizia. Il fatto contestato riguarda l'incontro che il ministro aveva organizzato con i responsabili delle strutture carcerarie, in merito alla situazione del ragazzo detenuto alla Farera e coinvolto in un'inchiesta per reati gravi. Il giovane è figlio di una persona a lui vicina.
Oltre al Gran Consiglio, che ha già messo in moto lo strumento dell'Alta vigilanza, a occuparsi del caso è ora - anticipa la Regione – anche il Ministero pubblico, che ha formalmente avviato un'inchiesta penale a carico del consigliere di Stato. I reati ipotizzati sono due: abuso di autorità e tentata coazione. L'apertura delle indagini - ricostruisce il quotidiano - risalirebbe ad alcune settimane fa, ma solo ora è emersa pubblicamente. A condurre le indagini sono il PG Andrea Pagani e la sostituta procuratrice generale Chiara Borelli.
Gli inquirenti si sarebbero già mossi con i primi accertamenti, volti a stabilire se la condotta di Zali presenti effettivamente profili penalmente rilevanti. Sarebbero state raccolte testimonianze e condotte perquisizioni, oltre al sequestro di alcuni documenti; ulteriore materiale sarebbe in arrivo nei prossimi giorni.
Al termine delle indagini, la Procura potrà scegliere tra due strade: emettere un decreto d'accusa oppure archiviare tutto con un decreto d'abbandono. Novità sono attese nelle prossime settimane.