CRONACA
L'Italia è nel pallone. Pirlo non sarà il CT per legami con la Russia. E Maldini...
Lo sfogo del candidato alla panchina azzurra: "La collaborazione professionale oggetto delle recenti polemiche nasce nell’ambito del mio percorso lavorativo negli Emirati Arabi Uniti ed è esclusivamente di natura commerciale e sportiva"

ROMA – L’Italia è nel pallone. Senza mondiale e senza, ancora, un commissario tecnico che indichi la strada. Digerito il no di “Pep” Guardiola, la “nuova” Italia guidata da Maldini, Leonardo e Malagò si trova di nuovo al punto di partenza. O forse, sarebbe clamoroso, già a un punto di rottura. Sì, perché le ultime ore dei vertici FIGC sono state a dir poco turbolente. Sfumata l’ipotesi di vedere Guardiola sedersi sulla panchina della nazionale italiana, in pole position sembrava (c’era) l’ex centrocampista Andrea Pirlo, attuale tecnico della formazione dell’United FC (Dubai). Un profilo che non hai mai scaldato l’ambiente e che presto si è ritrovato al centro di polemiche feroci.

Il motivo? Più politico, che calcistico. Pirlo, infatti, è stato ed è legato a Fonbet, una società russa di scommesse. Una partnership commerciale che fece già discutere al momento dell’annuncio dell’ottobre del 2025, sia per il ruolo della Russia nel conflitto con l’Ucraina e sia per il legame di Pirlo con l’ex compagno e amico Shevchenko. Poi si è consumato tutto velocemente: Malagò non convinto di puntare su Pirlo e la telefonata al tecnico con la quale si annunciava la scelta di non puntare più su di lui.

“Negli ultimi giorni ho assistito con grande amarezza al dibattito che si è sviluppato intorno al mio nome e alla possibilità di ricoprire il ruolo di Commissario Tecnico della Nazionale italiana. Nel corso della mia carriera, prima da calciatore e oggi da allenatore, ho sempre svolto la mia attività nel pieno rispetto delle leggi dei Paesi in cui ho lavorato e dei contratti che ho sottoscritto. La collaborazione professionale oggetto delle recenti polemiche nasce nell’ambito del mio percorso lavorativo negli Emirati Arabi Uniti ed è esclusivamente di natura commerciale e sportiva. Attribuire a tale collaborazione un significato politico significa attribuirmi convinzioni che non ho mai espresso e che non mi appartengono. Desidero ringraziare Maldini e Leonardo per la stima e la fiducia che mi hanno dimostrato. Conosco la loro competenza, la loro serietà e l’amore che hanno sempre dedicato al calcio italiano. Mi rammarica che una scelta di carattere sportivo sia stata rapidamente trascinata in un confronto pubblico che ha finito per attribuire alla mia persona significati e intenzioni che non mi appartengono”, ha scritto Pirlo sui social non senza rammarico.

E ora? La stampa italiana apre anche a un clamoroso passo indietro del fresco di nomina DT Paolo Maldini, contrariato dell’escalation della vicenda. Malagò proverà a convincere Maldini e Leonardo a restare al proprio posto e andare avanti, anche se è già venuto a meno il concetto di “condivisione totale” sbandierato in occasione della presentazione…

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