CRONACA
Sciopero per il Clima: "Condannare la violenza? È il risultato del fallimento della politica"
Il duro comunicato di Sciopero per il Clima: "La politica, anche ticinese, ha le mani sporche del sangue della nostra generazione. I danni altro non sono che una frustrazione giovanile più che legittima"

BELLINZONA – “Negli ultimi giorni non si è fatto altro che parlare delle manifestazioni svolte nei paesi limitrofi alla svizzera. Città devastate, municipi storici bruciati, vetrine distrutte. La focalizzazione, sia a livello politico che mediatico, si è centrata sui danni causati, non solo tralasciando quasi del tutto le ragioni dietro alle proteste, ma anzi arrivando anche a condannare queste violenze. Condanne decise arrivate da tutti i fronti politici: a destra, come era previsto, ma anche a sinistra, la cui stragrande maggioranza delle realtà ha preso senza esitazione le distanze dai danni e dalle violenze degli ultimi giorni”, Inizia così il comunicato di Sciopero per il Clima in merito alle violenze in piazza degli ultimi giorni.

E aggiungono: “Ma è facile condannare violenze. Chi non è contro la violenza? Il discorso pubblico, tuttavia, dovrebbe andare oltre questi semplicismi e cercare di comprendere questa violenza alla radice, invece di condannarla. I danni causati negli ultimi giorni in moltissime città altro non sono che il risultato di una frustrazione giovanile più che legittima, causata da anni e anni di maltrattamenti politici nei confronti della nostra generazione. Per anni è stato cercato un dialogo pacifico e impossibile con una politica menefreghista e approfittatrice, che, da tutti i fronti, altro non ha fatto che criticare o strumentalizzare le esigenze e le richieste giovanili. Politica incarnata dai governi nazionali che, ricordiamo, di giorno in giorno condannano in maniera del tutto consapevole la nostra generazione a una vita sull’orlo di un precipizio. Governi complici di uccisioni quotidiane di centinaia di bambini e persone, governi direttamente responsabili della crisi climatica, sentenza irrevocabile per la vita della nostra generazione. Governi che con il Covid hanno dimostrato di saper mettere tutto da parte per salvare vite degli anziani, quindi degli stessi politici, ma indisposti a fare mezzo sacrificio per permetterci di vivere dignitosamente”.

“È quindi – si chiede Sciopero per il clima - davvero da condannare questa violenza? O dobbiamo piuttosto renderci conto che ogni singolo danno, ogni singola ferita non è responsabilità individuale ma un completo fallimento politico?”.

E ancora: “Fallimento da cui la politica svizzera di certo non si può sottrarre. Il governo svizzero, così come il Consiglio di Stato e i Municipi delle più importanti città ticinesi, hanno le mani sporche del sangue della nostra generazione tanto quanto ce l’hanno i governi delle nazioni confinanti. L’eredità di un’economia più solida e l’assenza di una cultura di protesta paragonabile a quella di altri paesi di certo non li sottrarrà dalle loro colpe e dalle loro responsabilità. Quindi, nonostante tutte queste condanne, la violenza è forse proprio ciò che la politica ticinese e svizzera si meriterebbe. Forse, di fronte a una situazione come questa, la prospettiva di vetrine di catene internazionali rotte e palazzi di potere in fiamme diventa nettamente meno deprecabile; che i politici, anche quelli locali, paghino finalmente il conto della loro incompetenza, della loro corruzione e della loro malafede”.

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