CRONACA
Ha rubato 9 milioni alle FFS per comprarsi ville e una rara Lamborghini. Ex dirigente a processo a Bellinzona
Il protagonista è Ueli T., 54 anni, ex responsabile della logistica degli acquisti delle Ferrovie federali

BELLINZONA – Ville di lusso in Svizzera e negli Stati Uniti, vacanze costose, whisky pregiati e una Lamborghini da collezione prodotta in appena dodici esemplari. Tutto, secondo l'accusa, pagato con i soldi sottratti per anni alle Ferrovie federali svizzere. Una truffa colossale, da circa nove milioni di franchi, che sarebbe andata avanti indisturbata per ben 17 anni.

Il protagonista è Ueli T., 54 anni, ex responsabile della logistica degli acquisti delle FFS, a processo in queste ore davanti al Tribunale penale federale di Bellinzona. La sentenza è attesa per giovedì 29 ottobre.

La vicenda, ricostruita dal Blick, ha dell'incredibile. Dal 2007 fino al suo arresto, avvenuto il 20 novembre 2024, il dirigente avrebbe orchestrato un sistema di fatturazioni fittizie, coinvolgendo altre persone e società attraverso le quali venivano addebitate alle FFS prestazioni mai effettuate.

Il meccanismo era relativamente semplice. Ueli T. disponeva del potere di firma e poteva autorizzare il pagamento delle fatture emesse da aziende dietro le quali, in realtà, si nascondeva lui stesso. E i controlli interni non erano sufficienti a individuare la frode.

Secondo l'atto d'accusa, infatti, il reparto contabilità delle FFS verificava essenzialmente la corrispondenza tra il fornitore, il numero d'ordine e l'importo fatturato. Accertamenti più approfonditi venivano effettuati soltanto a campione.

Così, anno dopo anno, milioni di franchi sarebbero finiti nelle tasche del dirigente senza che nessuno si accorgesse di nulla. A far saltare il sistema è stata infine la segnalazione di un suo ex collega.

Una vita da nababbo

Con il denaro sottratto alle FFS, Ueli T. si sarebbe costruito un'esistenza decisamente lontana da quella di un normale dipendente delle Ferrovie federali.

Possedeva immobili di prestigio negli Stati Uniti e in Svizzera, tra cui una villa con piscina e un'armeria privata. Aveva inoltre una passione per le automobili sportive, culminata nell'acquisto di una rarissima Lamborghini Gallardo LP570-4 Blancpain, un modello prodotto in soli dodici esemplari.

Eppure, quando all'inizio del 2026 il Blick lo aveva intervistato, l'ex dirigente aveva spiegato di aver cominciato a sottrarre denaro perché si trovava in difficoltà finanziarie.

"Avevo problemi economici ed è per questo che ho fatto queste cose", aveva dichiarato, ammettendo le proprie responsabilità ed esprimendo pentimento.

Una spiegazione che contrasta con il tenore di vita descritto nell'atto d'accusa.

Nove milioni sottratti, ma quattro sono prescritti

C'è poi un altro aspetto sorprendente della vicenda. Sebbene l'ammontare complessivo delle somme sottratte sia stimato in circa nove milioni di franchi, il procedimento penale riguarda ormai soltanto una parte di quel denaro.

A causa dei termini di prescrizione, fissati in 15 anni per i reati di truffa contestati, numerosi episodi risalenti ai primi anni sono infatti usciti dal perimetro del processo. La somma oggetto del procedimento si è così ridotta a circa cinque milioni di franchi.

L'ex dirigente deve rispondere di truffa per mestiere, riciclaggio aggravato, ripetuta appropriazione indebita e ripetuta falsità in documenti. Sul banco degli imputati siedono anche sua sorella e altri tre uomini, accusati di aver partecipato, a vario titolo, al sistema fraudolento.

Secondo l'avvocato penalista André Kuhn, interpellato dal Blick, in caso di condanna Ueli T. rischia una pena detentiva che potrebbe arrivare fino a 15 anni, nonostante la confessione e il pentimento.

Le FFS sperano di recuperare almeno una parte del denaro

Nel frattempo, numerosi beni di lusso acquistati dall'ex dirigente sono stati sequestrati. Dopo la sentenza, in caso di confisca definitiva, potranno essere venduti all'asta e il ricavato destinato anche al risarcimento dei danni subiti dalle FFS.

Per il resto, Ueli T. potrebbe essere chiamato a rispondere economicamente delle somme dovute anche dopo aver scontato un'eventuale pena detentiva.

Il caso solleva inevitabilmente interrogativi sull'efficacia dei controlli interni delle Ferrovie federali. Come è stato possibile che un dirigente riuscisse a sottrarre milioni di franchi per quasi due decenni senza essere scoperto?

Non è peraltro la prima volta che le FFS finiscono al centro di vicende giudiziarie legate alla gestione degli appalti e delle risorse finanziarie. Nel 2025 il Tribunale penale federale ha condannato per corruzione un responsabile di cantiere che aveva favorito un amico architetto nell'assegnazione di commesse. Nel 2024, invece, un ex dirigente di Elvetino, società controllata dalle FFS, era stato condannato a 36 mesi di carcere per irregolarità nei rapporti commerciali.

Giovedì 29 ottobre è attesa la sentenza sul caso dei nove milioni scomparsi dalle casse delle Ferrovie federali.

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