«Ritengo che la sua sia stata una provocazione, che ci sta. Si parla di argomenti elettorali, non posso affermare se lo si fa in maniera eccessiva. Su molti temi importanti sul piano economico c'è una conoscenza troppo superficiale: in una certa misura, dunque, ha ragione. Non vengono approfonditi temi su cui c'è minor comprensione, è normale e la questione non mi scandalizza. Hess ha lanciato una provocazione per attirare l'attenzione sulle aziende esportatrici che vivono difficoltà, sono schermaglie che fanno parte del gioco delle parti. Anche questi temi hanno dignità come asilo e immigrazione. Ciò di cui mi preoccuperei non è di quanto si parla pubblicamente di una problematica, ma del fatto che lo si affronti e si cerchino soluzione con cognizione di causa, giusti approfondimenti e riflessioni attente. Certamente, da questo punto di vista un margine di miglioramento esiste. Non si può però generalizzare, ci sono ambiti di cui non si parla ma si agisce e altri su cui si fa finta di niente. Non mi piace sparare sulla politica, è troppo facile».