BELLINZONA – Il nuovo lieve aumento del livello di frontalieri, attestatosi a quota 62'555 (97 in più rispetto allo stesso periodo dello scorso anno), spinge l’UDC ticinese a lanciare nuovamente l’allarme. «Dal momento che a Berna si cincischia, a Bellinzona ci si trastulla e l’allegra compagnia crede che i problemi legati ai frontalieri, agli stranieri, al dumping salariale e al mondo del lavoro si risolvano da soli, l’UDC ricorda che il Ticino è in attesa di votare sull’iniziativa “Prima i nostri”, declinazione ticinese dell’iniziativa votata il 9 febbraio 2014», dichiara il presidente Gabriele Pinoja.Per l’UDC ticinese la quota di frontalieri raggiunga rappresenta «lo specchio di una situazione surreale, che peggiora di mese in mese, e di fronte alla quale irresponsabili e persone in malafede si consolano citando dati – falsi - sui senza lavoro. Falsi perché non prendono mai in considerazione le persone che sono costrette a ricorrere all’assistenza sociale».La soluzione? L’iniziativa cantonale “Prima i nostri”, «non sarà forse la panacea per ogni male, ma su un particolare non possiamo transigere: i cittadini hanno il diritto di esprimersi e, dunque, di andare al voto». Da qui la richiesta di far esprimere al più presto la popolazione ticinese.