POLITICA
Muri, morti, negri
Chi denuncia lo scandalo, chi scrive «dovevano morire tuttti di fame, in Africa»
BELLINZONA – Le tragedie che costellano l’ondata migratoria verso l’Europa scuotono le coscienze di politici e non. «Chi si augura che i barconi affondino e ne muoiano quanti più possibile durante la traversata, chi si limita a sperare che la meta del loro viaggio non sia il suo Paese, chi, ancora, si chiede se siano migranti, rifugiati, in fuga dalla guerra o solo dalla fame», per dirla con le parole della deputata PLR
Natalia Ferrara Micocci
.Sul tema si è espresso anche
Franco Cavalli
. «La tragedia dei 71 morti asfissiati, con segni di una terribile lotta per riuscire ad aprire il rimorchio della morte, di Vienna è una delle cose più terribili capitate ultimamente. E tra loro c'erano donne e bambini», ha affermato l’ ex capogruppo PS in Consiglio nazionale. «Questo è il risultato, prevedibile, ottenuto da coloro che vogliono chiudere le frontiere... naturalmente il primo responsabile è il governo di destra fascistoide ungherese». E ancora, «ma come ha ben detto il Papa, tutti coloro che si battono per scacciare e rendere difficile la vita a questi rifugiati che scappano da situazioni terribili, sono moralmente corresponsabili di queste morti e di queste terribili tragedie. Esattamente come chi durante la seconda guerra mondiale si rifiutava di lasciar entrare gli ebrei minacciati di sterminio».Cavalli non si fa problemi nel far nomi. «Questo vale per l'energumeno Salvini in Italia, per i neonazisti tedeschi che incendiano i rifugi e chiamano traditrice la Merkel, per l'orribile Mörgeli, uno dei capi UDC, che si fa beffe di queste tragedie e l'ineffabile Quadri che accusa la Svizzera di accogliere troppi di questi poveracci, mentre dovrebbe alzare saracinesche come sta facendo l'Ungheria… come diceva il famoso titolo "questi sarebbero uomini?"». E conclude con un laconico «che tristezza».Sulla stessa linea il capogruppo PPD in Gran Consiglio,
Fiorenzo Dadò
, che postando su Facebook le foto di bambini morti nel camion o nel mare urla «per quanto tempo ancora pensiamo di poter tollerare queste cose?».Di tutt’altro tenore l’opinione di
Corrado Galimberti
, responsabile dell’ufficio stampa dell’UDC ticinese, che sulla sua pagina Facebook commentando un articolo di un media italiano scrive: «solo una ONG può credere che i negri fanno figli a più non posso perchè non conoscono i metodi di contraccezione. Dovevano morire tuttti di fame, in Africa. Sono passati da duecento milioni dei primi del Novecento, ad oltre un miliardo di oggi. E ora dobbiamo accogliere noi le eccedenze. Ma almeno finitela di raccontarci panzane, per pietà».
Le precisazioni di Corrado Galimberti
«Siete liberi, logicamente, di riportare i miei post personali, visto che sono pubblici. Ma scrivere "Dovevano morire tutti di fame, in Africa", lasciando intendere che si tratti di un auspicio, è scorretto e disonesto. Cosa intendo dire mi sembra chiaro, visto che segue una spiegazione, basata su cifre e dati incontestabili», ci ha precisato Corrado Galimberti. «Il termine negri, per chi non è schiavo del politicamente corretto, è l'unico consentito in lingua italiana, dal momento che "nero" è solo un aggettivo. Potete mettere la gente alla berlina, fa parte del vostro lavoro. Ma vi chiedo maggiore attenzione e onestà intellettuale». Infine, precisa ancora Galimberti, «il mio post si riferisce a una notizia che non ha nulla a che vedere con i profughi di cui parla Dadò».
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