«Siete liberi, logicamente, di riportare i miei post personali, visto che sono pubblici. Ma scrivere "Dovevano morire tutti di fame, in Africa", lasciando intendere che si tratti di un auspicio, è scorretto e disonesto. Cosa intendo dire mi sembra chiaro, visto che segue una spiegazione, basata su cifre e dati incontestabili», ci ha precisato Corrado Galimberti. «Il termine negri, per chi non è schiavo del politicamente corretto, è l'unico consentito in lingua italiana, dal momento che "nero" è solo un aggettivo. Potete mettere la gente alla berlina, fa parte del vostro lavoro. Ma vi chiedo maggiore attenzione e onestà intellettuale». Infine, precisa ancora Galimberti, «il mio post si riferisce a una notizia che non ha nulla a che vedere con i profughi di cui parla Dadò».