, che riportava le considerazioni sui social di Franco Cavalli, Fiorenzo Dadò e Corrado Galimberti (addetto stampa dell'UDC Ticino) in merito al fenomeno migratorio che sta interessando l'Europa.Il post che abbiamo riportato di Corrado Galimberti, assieme ad altri presenti sulla sua bacheca Facebook, liberamente accessibile a tutti, ha suscitato un certo sdegno, tanto che starebbe per partire un'azione legale nei suoi confronti. A promuoverla la redazione di gas.social e diverse altre persone, «non per una questione politica, ma perché la gente capisca che il web e i social media non sono il cassonetto di tutti i desideri più turpi e reconditi di ognuno di noi, non sono la pattumiera delle nostre frustrazioni, ma una piazza virtuale dove valgono le stesse leggi che regolano il nostro mondo reale», si legge sul sito.Galimberti sarebbe - sempre stando al sito gas.social - perseguibile in base all’articolo 261 bis del codice penale (la norma contro le affermazioni razziste). «A leggere queste porcherie sembra di essere tornati nello squallore morale degli anni trenta», si legge ancora. «Si dirà: ma non è la posizione ufficiale dell’UDC. Già, ma Galimberti non è uno qualsiasi: è l’addetto stampa del partito dal 2013».Di Galimberti è noto anche il suo fervente animalismo. «Si commuove per le sofferenze degli animali e probabilmente ritiene i cani più sensibili degli esseri umani», conclude il sito. «Ma una cosa è certa: i cani amano il genere umano più di Corrado Galimberti».