BELLINZONA - Sostanzialmente bocche cucite dopo l'incontro fra il Consiglio di Stato ticinese e la consigliera federale Eveline Widmer-Schlumpf, accompagnata dal segretario di Stato per le questioni finanziarie internazionali Jacques de Watteville, e dal segretario di Stato della migrazione Mario Gattiker. All'ordine del giorno il negoziato con l'Italia, e soprattutto le divergenze fra il Ticino e Berna. Lo si è capito dalle parole di Norman Gobbi, che ha sottolineato come si sia partiti dai campi dove vi è una buona intesa fra Bellinzona e la Confederazione, per poi affrontare i temi scottanti, come ad esempio quello dell'estratto del casellario giudiziale richiesto per i permessi B e G, e quello del moltiplicatore comunale d'imposta applicato ai frontalieri.Temi questi che nei discorsi in conferenza stampa di Widmer-Schlumpf, Gobbi e Vitta sono stati sì accennati, ma a cui non è stata data una vera risposta, in quanto le trattative con l'Italia sono ancora in corso e quindi occorre una certa discrezione. Si è capito molto bene che la questione del casellario giudiziale è un tema scottante quando un giornalista ha chiesto precisazioni sul tema, con Gobbi e Widmer-Schlumpf che istintivamente hanno avvicinato la mano alla bocca. Bocche cucite, insomma.[nggallery id=35 images=99]«Le parti si sono dette unanimi sulla necessità di ottenere un risultato equilibrato, che veda distribuiti equamente su entrambi i lati della frontiera i benefici finanziari e permetta di migliorare le condizioni di riferimento per l’economia e il mercato del lavoro», si legge nella nota ufficiale, rimandando alla conclusione dei negoziati per una valutazione.