POLITICA
I consumatori insorgono, «basta telefonate dalle casse malati»
Gli interlocutori non annunciano mai chiaramente chi sono, solo il presunto nome di chi sta parlando, e a mala pena si capisce di quale assicurazione si tratta
LUGANO - «Continue e incessanti telefonate tormentano i consumatori a tutte le ore del giorno: sono procacciatori di contratti di assicurazioni malattia che cercano di accalappiare nuovi clienti, sotto la maschera di ipotetici risparmi». Con queste parole l’Associazione dei consumatori della Svizzera italiana (ACSI) denuncia una pratica ritenuta scorretta e sempre più molesta, invitando i consumatori a “tagliar corto” e, se riconoscono il numero di chi chiama, a non rispondere.Spesso – stando all’ACSI - gli interlocutori non annunciano mai chiaramente chi sono, solo il presunto nome di chi sta parlando, e a mala pena si capisce di quale assicurazione si tratta, anche perché spesso parlano tedesco. «Queste telefonate le ricevono regolarmente anche i detentori dell’asterisco sull’elenco telefonico», che starebbe ad indicare chi non vuole ricevere chiamate pubblicitarie.L’ACSI – delegata dal Cantone a fare per tutti (e non solo per i soci) consulenze gratuite e indipendenti sulle assicurazioni malattia – invita alla prudenza e a non fidarsi di questi procacciatori di contratti, molto attivi anche sui social. «Il loro obiettivo, infatti, è di indurre gli assicurati a stipulare nuovi contratti per assicurazioni complementari», spiega l’ACSI. «Il rischio è di trovarsi con assicurazioni complementari in più istituti assicurativi (quindi con inutili doppioni da pagare) per lungo tempo, visto che la possibilità di disdire tali contratti è prevista anche dopo 3-5 anni». L’ACSI ricorda anche che i premi per il 2016 per l’assicurazione obbligatoria LAMal non sono ancora stati approvati dalle autorità federale e resi pubblici. «Normalmente la pubblicazione ufficiale avviene a fine settembre e gli assicurati hanno tempo fino a fine novembre per cambiare l’assicurazione malattia di base obbligatoria. Non c’è quindi alcuna fretta di decidere, tanto meno sotto le pressioni di individui sconosciuti e interessati. Diverso il discorso per le assicurazioni complementari facoltative: il termine di disdetta è in genere fissato a fine settembre».
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