BELLINZONA - Durisch, Branda, Rossi, ma anche Mirante e Ghisletta: ieri il settimanale Il Caffè li ha citati come possibili nuovi presidenti del PS. Cosa c'è di reale? Sarà qualcuno di loro il successore dei Saverio Lurati, dopo la presidenza ad interim di Lepori?Oggi li abbiamo contattati per saperne di più.Ivo Durisch, che porterebbe con sé l'ala ambientalista, ha affermato che «non c'è nulla di fondato in questi nomi».Il sindaco di Bellinzona Mario Branda alla domanda ha riso, poi ha confermato la tesi del collega. «Hanno buttato dei nomi a caso. Non sono stato interpellato dalla direzione e non c'è nulla di concreto, in ogni caso declinerei un'eventuale offerta, sono troppo impegnato a Bellinzona». Ha le idee chiare su chi dovrebbe prendere le redini del partito. «Auspico che si sia un rinnovamento, con dei giovani validi che siano sostenuti da qualcuno con un'esperienza pluriennale in politica. Io non farei già parte di questo cambio generazionale». Qualcuno della GISO? «Perché no? Vanno analizzate la caratteristiche per valutare se qualche giovane è in grado, in Grigioni un giovane guida il partito e non vedo motivi per cui non dovrebbe accadere qui, con il dovuto sostegno».Concorda sul fatto che la scelta di un presidente corrisponde alla scelta di una linea. «Spesso in passato con un presidente si accoglieva un programma, adesso si dovrà verificare se continuare così o prendere qualcuno che incarni in sé le diverse visioni esistenti nel PS».Clio Rossi si dice lusingata. «Sono onorata, nelle ultime settimane ho ricevuti attestati di stima che non possono che farmi piacere. Durisch e Branda sono persone entusiaste, capisco perché le abbiamo elencate, faccio più fatica a capire perché lì ci sia anch'io... ». Concretamente, però, non vi è nulla. «Il tema prioritario è chi ci rappresenterà a Berna, mi stupisce che si parli anche della scelta del presidente». Se qualcuno abbia fatto il suo nome, non lo sa, però sarebbe costretta anch'essa a declinare. «Insegno e sono collaboratrice di direzione, svolgere bene il mio ruolo vuol dire mettere l'interesse dei ragazzi al di sopra della politica, dunque non potrei permettermi un impegno come la presidenza».Per il ruolo, vorrebbe «qualcuno che riporti la corrente "rossa" che mi era stata attribuita, che si rirpenda un discorso sociale per rispondere alle persone, con la solidarietà al centro».Amalia Mirante si è mantenuta sulla linea dei colleghi di partito, «al momento attale non ho commenti da fare. È un po' presto per parlarne». E se arrivasse la proposta? Non nega che le farebbe piacere. «Non capita certo tutti i giorni! Se capitasse, valuterei attentamente. Non ho pensato a cosa porterei, però immagino di non essere fuori dai criteri».Raoul Ghisletta, il cui nome "non è da escludere", come scriveva il settimanale, ha ribadito di essere «concentrato solo sull'elezione al Nazionale. Come ho sempre detto, non ritengo compatibile il mio ruolo professionale (segretario sindacale) con quello di presidente. Ad ogni modo, serve un rinnovamento in profondità, verso un partito più popolare e vicino alle preoccupazioni della gente, soprattutto per quanto concerne il mondo del lavoro e lo sviluppo dell'economia. Si deve anche saper dialogare con le altre forze, penso in particolare ai Verdi, con cui serve un atteggiamento costruttivo. Sono state commesse diverse operazioni suicide, ora va invertita la rotta, parlando col popolo del suo malessere e creando un polo rossoverde».A proposito di elezioni, cogliamo l'occasione per chiedergli se concorda col fatto che la campagna appare uno scontro PS contro UDC. «Il dibattito si sta animando su temi come la libera circolazione e l'asilo su cui siamo, ovviamente, distanti. Non so se usciranno argomenti su cui i partiti di centro prenderanno posizione. A mio avviso ora si parla di temi che polarizzano, se poi a livello svizzero sia in atto lo scontro per il secondo seggio UDC in Consiglio federale non lo so».