, candidato e rappresentante dei Giovani UDC, non ha dubbi. «Se dovessimo venire a sapere di qualcosa di comprovato (se fossero solo voci, prima indagheremmo) e grave, andremmo dal diretto interessato, spingendolo ad audenunciarsi e eventualmente a pagare le conseguenze di quanto fatto. E saremmo chiari: se non la facesse lui, agiremmo noi. Non è più, di fronte a un atto di una certa gravità, una questione di essere membri di un partito. Tornando al caso citato dalla GISO, sarà un tribunale a dover giudicare».