BELLINZONA - L'unione fa la forza, mentre essere divisi e disuniti in questo momento porta solo danni elettorali.È l'opinione che Raoul Ghisletta, nel lanciare due dibattiti che lo vedranno confrontarsi col Coordinatore dei Verdi Sergio Savoia (oggi alle 17.15 nella sala del Consiglio comunale di Chiasso e venerdì 18 settembre alle 17.15 nella sala del Consiglio comunale di Locarno), chiede a gran voce una casa rosso-verde.«Il rilancio del Partito socialista e dei Verdi passa attraverso la costruzione di una Casa rosso-verde e popolare. Una Casa che accolga tutte le componenti di quest’area, lasciando ad ognuna di essa un’autonomia importante, tale da garantirle una riconoscibilità e uno spazio d’azione politica. Una Casa aperta, dialettica e capace di sviluppare una comunicazione politica sui temi che interessano la popolazione», esordisce, parlando di un PS ora «formato da una componente eurofila e da una componente eurocritica preoccupata per il degrado del lavoro dipendente e indipendente creato dal liberismo europeo. Le due componenti, passate le elezioni nazionali, discuteranno animatamente in vista del congresso ordinario e della scelta del nuovo presidente. Già nel corso dell’ultimo congresso sulla congiunzione rosso-verde si è visto un confronto serrato, sfociato in una sconfessione della direzione PS, che però poi si è rifatta successivamente in votazioni prese dagli organismi più interni (Conferenza cantonale, Comitato cantonale)»Anche i Verdi, secondo Ghisletta, «hanno due aree al loro interno. Vi ritroviamo una componente molto euroscettica ed una componente “verde fuori/rossa dentro”. Quest’ultima non ha apprezzato il sostegno dei Verdi all’iniziativa contro l’immigrazione di massa e l’adesione del coordinatore all’Associazione No alla strisciante adesione all’Unione europea, promossa da Christoph Blocher. La strategia “a tutto campo” del coordinatore Savoia non ha portato una crescita di seggi alle elezioni cantonali, ma oggettivamente ha consentito di acquisire il sostegno della Lega all’iniziativa popolare cantonale per i salari minimi, sostegno che si è rivelato decisivo per superare la soglia del 50% nella votazione popolare».La spaccatura nell'area rosso verde ostacolerebbe la riconquista del secondo seggio in Consiglio Nazionale, una battaglia forte per il seggio per gli Stati, nei municipi la riconquista e la difesa dei seggi, e «al governo cantonale, la spaccatura rischia di far perdere il seggio socialista a profitto dei liberali, che sta diventando indubbiamente il partito più lontano dalle posizioni dell’area rosso-verde, vista la chiarissima svolta a destra del presidente Cattaneo».Quindi, urge una casa rosso-verde che si basi su alcuni pilastri, quali «la definizione di un nucleo programmatico comune per le elezioni comunali, cantonali e federali, il rispetto reciproco delle posizioni politiche delle componenti sugli aspetti non compresi dal nucleo programmatico comune, la creazione di liste unitarie per gli esecutivi municipali e cantonali, la congiunzione delle liste per il Consiglio nazionale e la creazione di una lista unitaria per l’elezione del Consiglio degli Stati».