BELLINZONA - Alla fine, il Gran Consiglio, dopo la discussione fiume del giorno prima, ha approvato i conti consuntivi del Cantone. Il disavanzo è di 128 milioni di franchi, i favorevoli sono stati 41, i contrari 20, con 16 astensioni.Il PPD ha sposato la linea del non prendere posizione, una sorta di monito, un cartellino giallo: «senza un impegno tangibile da parte soprattutto dei partiti di governo, non saremo più disposti a portare la croce», ha motivato il capogruppo Fiorenzo Dadò. Se non si vedranno cambiamenti, a dicembre estrarremo il cartellino rosso!».È passato anche il rendiconto del Dipartimento del territorio, soggetto ad una votazione bis dopo il pareggio di sì e di no del giorno precedente. Infine, i sì sono stati 44, i no 24, con 4 astensioni.Sconfitto invece il PS sul salario minimo di 4'000 franchi per i nuovi Contratti normali e per quelli prorogati, come proposto da Pelin Kandemir Bordoli e da Saverio Lurati. In 51, votando no, hanno dato ragione al rapporto di maggioranza di Marco Chiesa, de La Destra, sostenuto da PLR, PPD e Lega, che riteneva la misura ormai sorpassata, dopo la bocciatura alle urne dei salari minimi e dopo che il popolo ha approvato "Salviamo il lavoro", chiedendo salari minimi differenziati. «Al Consiglio di Stato il compito ora di applicare, velocemente, l’iniziativa dei Verdi e portare così a termine il mandato conferitogli dai cittadini», ha detto Daniele Caverzasio, capogruppo leghista, esprimendo l'opinione generale. Dal canto suo, il Consigliere di Stato Christian Vitta ha detto che «l'introduzione di un salario minimo fisso nei Cnl uniformerebbe e irrigidirebbe l’attuale processo di negoziazione con le parti sociali intrapreso dalla Tripartita».Vitta ha detto la sua anche sull'altro tema in discussione, ovvero i conti dell'AET nell'ultimo periodo di presidenza di Fausto Leidi, nel 2013. Nei tre rapporti redatti, PLR, PPD e PS non hanno lesinato critiche ma hanno approvato il Cda, la Lega e i Verdi invece ne loro lo hanno bocciato. Per i leghisti, Boris Bignasca ha sottolineato come il suo partito abbia fatto entrare nel Cda Giovanni Leonardi, mentre Paolo Sanvido ha detto che è ora di voltar pagina, mettendo l'accento sulle troppe energie concentrate sulla germanica di Lünen, al centro anche del discorso del rappresentante dei Verdi Francesco Maggi.E Vitta? «La centrale a carbone di Lünen non sta rispettando le attese che ci eravamo prefissati. Non si è trattato di gestione allegra ma di scelte sbagliate in un contesto di non facile interpretazione. Ora è necessaria una gestione moderna di un'azienda statale».