POLITICA
«Non sono una strega anarchica e non voglio andare a Berna. Lotto contro un'ingiustizia»
Alda Fogliani racconta la sua lunga battaglia a favore di una sanatoria sulla ristrutturazione dei rustici. «La colpa è della autorità. Chi voleva provare a cambiare qualcosa è stato stoppato... Cambiamo la legge federale»
BIASCA - Da trent'anni lotta per difendere le cascine ticinesi, perché «la responsabilità è delle autorità e non si devono punire i proprietari. Bisogna sospendere gli ordini di demolizione e valutare una sanatoria generale, tirare una riga sul passato ed ora ristrutturare secondo la legge». È un fiume in piena, Alda Fogliani, Candidata al Nazionale per Montagna Viva, quando la contattiamo per saperne di più in merito al comunicato di Cascine e Stalle, che prende spunto da un nuovo caso di abuso a Biasca.
Com'è la situazione attualmente?
«Le autorità hanno lasciato fare, e tramite ricatto chi vuole commettere abusi lo fa, dicendo "quando demolisce lui lo faccio anch'io". Facciamo una multa generalizzata e con quei fondi sistemiamo delle cascine interessanti per il turismo. Ci sono montagne che crollano, sentieri da sistemare: si può far vedere com'era la vita una volta. Sono d'accordo su una multa ma non di dissanguare le famiglie. Chi ha soldi metteva in conto la multa e faceva ciò che voleva».
La sua è una lunga battaglia sul tema.
«Mi hanno chiamato "strega anarchica", "signora dei rustici", "passionaria", e sono stufa. Ciò che ho notato subito è che c'è una grande omertà, se i funzionari dicono che una cascina è da demolire è perché l'ha detto la stampa, non è normale. Ho aderito io stessa all'omertà per un anno, poi ho inviato su richiesta di una donna un dossier di foto mie, che conosco bene la Valle, a Berna. Dal 2009 è stato dato a Comune e Cantone, ma non si è mosso nulla».
Nessuno ha mai tentato di fare nulla a livello politico in tutti questi anni sul tema?
«Il sindaco di Cento Valli, per esempio, Giorgio Pellanda, ha fatto un emendamento in Gran Consiglio: ci ha chiesto se in caso di bocciatura se saremmo stati disposti a sostenerlo. Non si usava la parola sanatoria ma si tirava una riga sul passato. A Berna vogliono tenere le cascine com'erano una volta. Ho scritto un comunicato di sostegno a Pellanda, dopo di che gli è stato fatto il lavaggio del cervello e quindi ha ritirato, dopo averlo presentato, l'emendamento. Da lì, non ho più voluto vederlo, e so che ha degli abusi».
Signora Fogliani, lei non ha mollato, continuando a segnalare gli abusi: quello del 2010 di Arogno attirò la stampa da tutta la Svizzera.
«Già, il Blick scrisse anche che mangio i cani e i gatti, tutto il contrario di quanto ho detto. Ho ricevuto minacce di morte, ed ho depositato una denuncia contro il Comune di Biasca che non ha fatto nulla, pubblicando da pochissimo l'inventario dei rustici. Vogliamo che si faccia sul serio e si sospendano gli ordini di demolizione, perché colpiscono padri di famiglia che tengono in ordine il territorio, e hanno la spada di Damocle sulla testa».
È in lista per Montagna Viva, vuole andare a Berna per difendere i rustici?
«Non voglio andare a Berna, ho 68 anni e voglio fare la nonna. Faccio la gregaria per Montagna Viva, che conosce la situazione. È la legge federale che non va bene. Vogliamo cercare dei deputati in Gran Consiglio che abbiano a cuore il territorio e lo conoscano per fare un'iniziativa a Berna per modificarla».
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