BELLINZONA – Anche il Consiglio di Stato ticinese dovrà chinarsi sullo scandalo che ha travolto la Volkswagen. Oggi il deputato socialista Bruno Storni ha infatti inoltrato un’interrogazione sul tema al governo cantonale, volta a capire le eventuali conseguenze sulle tasse di circolazione.«Abbiamo preso atto che la casa automobilistica VW ha applicato una funzione nel controllo informatico di taluni motori diesel che consente di misurare e certificare valori emissioni dei gas nocivi di scarico, in particolare NOx ,nettamente inferiori a quelli emessi in regime di funzionamento reale», si legge nel testo depositato dal granconsigliere PS. «Considerato che è già conosciuto il fatto che i valori certificati di emissioni di CO2 di molte autovetture divergono da quelli reali (si parla del 40% per i veicoli più pesanti), e che è già prevista a livello europeo l’applicazione di nuovi metodi e prescrizioni per la misurazione e determinazione delle emissioni di inquinanti atmosferico più vicine alle condizioni reali», Storni pone tre interrogativi al Consiglio di Stato.In primis si chiede se i valori falsi delle emissioni di gas inquinanti delle autovetture Volkswagen hanno portato ad una classificazione in categorie di CO2 inferiori, con una riduzione della tassa di circolazione. Poi Storni chiede se è prevista una correzione delle categorie. Infine, il socialista vuole sapere se è ipotizzabile che il Cantone faccia rivalsa sulla casa automobilistica per recuperare le tasse di circolazione non incassate grazie a categorie inferiori.