POLITICA
Ghisletta, «il mio discorso non è passato». Storni, «io più concreto»
In casa PS prevale la delusione. Ghisletta: «Bravissimi gli altri, soprattutto Lega, UDC e PPD a mobilitare l'elettorato sui temi classici» Storni: «Serve la casa rossoverde... lo dice anche Raoul, ma se è caduta qualche responsabilità ce l'ha...»
BELLINZONA - In casa PS c'è delusione. Raoul Ghisletta non usa mezzi termini. «Il risultato è negativo, non ci sono segnali positivi. Anche qui a Lugano siamo scesi, non vediamo assolutamente miglioramenti, anzi».Come se lo spiega? «Con la grande capacità degli altri partiti di mobilitare gli elettori sui temi classici come il frontalierato e la migrazione. La nostra immagine, ufficiale e voluta dall'elettorato interno, evidentemente non ha consentito di avanzare a livello globale, anzi siamo arretrati. Non siamo soddisfatti, come sezione di Lugano assolutamente no».La sorpresa è stata, a livello personale, l'essere giunto terzo, dopo Marina Carobbio e battuto anche da Bruno Storni. «Sicuramente significa che l'elettorato socialista vuole una linea di continuità, mentre io rappresentavo un discorso un po'alternativo che non è passato», analizza Ghisletta. «Un discorso che resta minoritario, se vogliamo. La continuità ha battuto la discontinuità, il messaggio è stato chiaro. Penso sia giusto prendere delle posizioni alternative in un partito, sapendo che sono minoritarie: il problema è che il discorso fa fatica all'interno del PS a passare, e non è premiato dall'esterno».Riguardo gli altri, «sono stati bravi a mobilitare la gente, la Lega e L'UDC sono stati eccezionali, chapeau al PPD che ha fatto una gran votazione. Ghiggia? È il segnale del disagio che c'è in Ticino sui temi che porta avanti la Lega, cioè la libera circolazione e la difesa del lavoro dei residenti. La popolazione è preoccupata per queste tematiche e vota dunque Lega, o UDC. I dati sono abbastanza chiari».Non si aspettava questo exploit personale Bruno Storni. «Ghisletta aveva fatto un 50% di voti in Gran Consiglio più di me, era lui il candidato per il secondo seggio che pensavamo di conquistare. Non avevo la pretesa di batterlo e non so spiegarmi come mai, io forse faccio politica in modo diverso, più concreto, pur essendo un elemento relativamente nuovo, più legato a quella che è la società civile. Non voglio fare polemica, di fatto è lui che ha perso voti e non so dire perché, dato che io col mio modesto lavoro qualche buon risultato l'avevo già ottenuto. Oltretutto, così a caldo è dura commentare, in fondo so da un quarto d'ora di essere secondo, perché mancava Lugano dove lui ha un bacino di elettori maggiore del mio».Per quanto concerne il partito, Storni imputa il risultato negativo alla «frammentazione della sinistra che non è salutare. È iniziata quattro anni fa, quando i Verdi hanno deciso di non congiungersi con noi, e abbiamo perso il seggio, ed è continuata. In futuro dovremo trovare il modo di metterci insieme». Aveva detto di non voler polemizzare con Ghisletta, ma quando gli facciamo notare che l'idea di una casa rossoverde i due la condividono, si lascia andare a una stoccata. «Se la casa rossoverde è caduta un pizzico di responsabilità ce l'ha anche lui, dato che si era messo contro i Verdi sulla votazione sul carbone, schierandosi col controprogetto. Troppo facile dirlo ora... comunque, dobbiamo pensare al futuro. Io condivido diverse posizioni ambientaliste e territoriali con i Verdi». Dunque, dopo il buon risultato Storni potrebbe essere un elemento importante per riunire i due partiti? «Io con loro ho buone relazioni».
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