BELLINZONA - Nel post elezioni, sono ancora tanti i commenti e le analisi.In casa PLR, che ha perso un punto percentuale rispetto a 4 anni fa smentendo la crescita di aprile, il grande sconfitto è il presidente Rocco Cattaneo, candidato al Nazionale. Non mette in dubbio che continuerà ad essere presidente, e dice a La Regione di trovare «impressionante il risultato di Lega e Udc, ci hanno messo all’angolo, specie con il tema dei migranti che hanno saputo cavalcare. Mi stupisce però che il mio partito abbia registrato un calo rispetto al 2011: allora uscivamo con le ossa rotte dalle cantonali. Quest’anno invece alle elezioni di aprile eravamo cresciuti. Sono molto preoccupato». Ora l'obiettivo è salvare il seggio di Abate agli Stati. «L’avversario Battista Ghiggia (sostenuto da Lega e Udc, ndr) si è rivelato forte. Non va sottovalutato, l’avevo detto». Ora si pensa alla comunali di aprile, anche se Cattaneo esprime qualche perplessità sulla campagna condotta a Chiasso, dove la Lega ha ottenuto il 30%Gli fanno eco Merlini e Cassis, che sottolineano quanto la campagna sia stata, come temi, una fotocopia rispetto a quella delle cantonali. «Siamo in balia di uno tsunami leghista», osserva amaramente Cassis.Il PPD temeva il peggio, invece, come dice soddisfatto Fabio Regazzi, «ce l’abbiamo fatta, sono molto soddisfatto del risultato del partito. Questa elezione ha premiato anche il mio lavoro a Berna con 3’700 voti in più rispetto al 2011». E poco importa, in fondo, se il giovane Marco Romano lo ha battuto nei voti.Un'alleanza col PLR nel futuro? «In Ticino è un tema ostico, ma personalmente sono favorevole. Oggi pensiamo a festeggiare la vittoria», afferma il presidente ad interim Lombardi. «È una buona via, avevo caldeggiato una discussione, dobbiamo parlarne, non possiamo sfuggire ad una logica acquisita in altri cantoni», concorda Regazzi. Marina Carobbio ha salvato il seggio PS ma nessuno è contento dei risultati. «L’avanzata della destra è preoccupante, perché mette a rischio delle proposte concrete per la popolazione. Penso ad esempio alla svolta energetica, oppure alla riforma dell’Avs, dove potrebbe profilarsi un taglio delle rendite e l’innalzamento dell’età pensionistica», commenta. Sul fronte degli Stati, Roberto Malacrida andrà al ballottaggio. «Sono molto contento per i voti ottenuti, anche perché – ci dice Roberto Malacrida – ho fatto una campagna parlando di valori oggi di difficile approccio. Alludo all’apertura sui migranti, l’Europa e la giustizia sociale. Peraltro non ho investito un franco nella campagna... s’era detto, col partito, sin dall’inizio. Col 20 per cento vale la pena andare sino in fondo. Del resto questa elezione mi permette di presentare quei valori ai quali io tengo». Come ci andrà, e non c'erano dubbi, Battista Ghiggia. «Andrò sicuramente al ballottaggio, anche perché sono molto soddisfatto del mio risultato. Tenendo conto che sono un neofita della politica partito tre mesi fa e mi ritrovo con circa quattromila voti di distacco da Fabio Abate che fa politica da quindici anni. «È senz’altro un buon momento e dimostra come l’elettorato leghista si stia rendendo conto che le decisioni più importanti oggi si prendono a Berna»E gli uscenti, Abate e Lombardi? Si dicono soddisfatti del loro risultati e pronti a dar battaglia.