POLITICA
«Sono un nerd della politica», Alessandro Spano nuovo presidente GLRT
«Per risolvere la problematica delle grandi ondate migratorie non vanno alzati muri, bensì vanno aperte le menti»
LUGANO - Cambio della guardia alla testa del movimento giovanile del PLRT. La presidenza da
Fabio Käppeli
, eletto in aprile in Gran Consiglio, passa al locarnese
Alessandro Spano
. Due enormi occhiali, e da qualche tempo anche la barba, Spano è stato eletto nel corso dell'assemblea dei Giovani liberali radicali (GLRT) tenutasi ieri nella sala del Consiglio comunale di Lugano. Abbiamo scambiato due chiacchiere con il nuovo presidente.
Nel suo discorso di insediamento si è definito un “nerd della politica”. Cosa vuol dire?
«Vuol dire che ho iniziato a far politica all’età di 16 anni, quindi ero giovanissimo, non avevo ancora il diritto di voto… e mi sono impegnato ogni giorno di più».
E non ha intenzione di smettere.
«Esattamente. Anche perché non sono ancora arrivato all’età della pensione, sono ancora lontano».
Cosa spinge un giovane come te a buttarsi in politica?
«Nella mia famiglia nessuno ha mai fatto politica, non ho un cognome che è mai apparso sulla scena pubblica. Io mi sono avvicinato alla politica leggendo i giornali, seguendo l’attualità. Fare politica è fondamentale, perché la politica è tutto, dal prezzo del latte ai problemi più importanti del paese. E poi GLRT, prima ancora di essere un movimento giovanile, è un gruppo di amici e questo invoglia ancora di più a fare politica».
Durante l’assemblea ha fatto riferimento alle sue origini, ai suoi nonni che dall’Italia sono arrivati in Svizzera, per poi rimanere qui. Era un riferimento alla tematica dell’immigrazione?
«Sì, la tematica dell’immigrazione, dei richiedenti l’asilo, in questo momento è una delle più importanti di tutta l’Europa. I miei nonni sono arrivati in Svizzera subito dopo la Seconda Guerra Mondiale e da lì non si sono più spostati. Hanno lavorato sodo per questo paese e hanno imparato ad amarlo come se fosse la loro madre patria. Con il mio caso volevo dimostrare che ognuno merita un’occasione per vivere felicemente indipendentemente dal passaporto e che non si può generalizzare sugli stranieri, spesso accusati di “rubare il lavoro” o peggio ancora associati alla delinquenza. Ma soprattutto, volevo far capire che per risolvere la problematica delle grandi ondate migratorie non vanno alzati muri, bensì vanno aperte le menti».
Nei prossimi mesi in Gran Consiglio arriverà la discussione sul Centro educativo chiuso per minorenni, nato anche grazie ad una vostra iniziativa popolare.
«L’iniziativa era stata lanciata nel 2010, e in questi anni abbiamo lavorato con gli uffici incaricati di approfondire la tematica, in particolare il Dipartimento sanità e socialità e il Dipartimento delle istituzioni. Questo centro non è un capriccio, ma serve, i numeri parlano chiaro. Siamo prontissimi per portare a casa questo importante risultato. Ora il tema è nelle commissioni, poi arriverà in parlamento, a cui spetta la decisione. Se il Gran Consiglio sarà con noi – e con i dipartimenti – bene, altrimenti “vox populi, vox dei”, siamo pronti ad andare anche in votazione popolare».
Nel prossimo anno di presidenza di GLRT quali obiettivi, oltre chiaramente alle elezioni comunali?
«In occasione delle elezioni cantonali abbiamo elaborato un programma di legislatura. Ora intendiamo concretizzarlo mediante degli atti parlamentari inoltrati dai numerosi deputati giovani del PLRT. Questo perché vogliamo che ci si focalizzi sulle idee e non sulle persone (o peggio, sui personalismi) e vogliamo cercare di risolvere i problemi che ci sono in questo bellissimo Cantone».[nggallery id=61 images=99]
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