BELLINZONA - La pianificazione ospedaliera è tutta da rifare. È quanto emerge dal rapporto di minoranza di PS e MPS, che smonta tutto quanto proposto dal Governo, che secondo Pronzini e Garobbio, i due relatori, sarebbe «uno smantellamento della sanità pubblica in Ticino».Il primo punto contestato è la trasformazione di ospedali pubblici in società anonime con la partecipazione 50/50 tra pubblico e privato. In Ticino, il privato rappresenta già il 40% dell'offerta. Per Pronzini e Garobbio il sistema di concorrenza ha fallito, e gli aumenti dei premi delle casse malati lo dimostrano. Col rafforzamento delle logiche di mercato nella gestione di ciò che rimarrebbe dell’EOC perderebbe il controllo su diversi settori, compreso quello psichiatrico.L'abolizione dei volumi di pianificazione permetterebbe alla domanda e all’offerta di agire liberamente. La sanità diverrebbe dunque un mercato, con non più al centro i bisogni dei cittadini e la necessità di garantire loro il medesimo accesso alle cure. Il settore sanitario agirebbe secondo logiche di profitti e aziendali, facendo divenire un aspetto secondario quello, invece primario, della salute.Il taglio dell’offerta ospedaliera nelle regioni di montagna tramite la chiusura dei pronto soccorso e smantellando il settore acuto sarebbe un altro modo di sfavorire il pubblico. Per gli ospedali di Faido e Acquarossa sarebbe prevista quella che viene definita una «liquidazione», mentre il San Giovanni di Bellinzona perderebbe il suo ruolo centrale nella Regione. Non rosee neppure le prospettive per il Beata Vergine di Mendrisio, già al centro di polemiche in questi giorni dopo le parole del primario Brenno Balestra. Senza mezzi termini, i due relatori sostengono che La Carità di Locarno andrebbe incontro a una privatizzazione. Anche il discusso sistema di assegnazione dei mandati porterebbe in questa direzione, portando una specializzazione in ostetricia a Locarno, in particolare con vantaggi per il gruppo Genolier. Si invita anche ad andare al voto a breve termine sull'iniziativa "Giù le mani dagli ospedali" dell'MPS, che ha raccolto nel 2013 7665 firme. Il tutto per scongiurare la trasformazione di un sistema sanitario che, per Matteo Pronzini e Milena Garobbio, non sarebbe più tale. La commissione, un paio di settimane fa, aveva firmato un compromesso, col sostegno di liberali, Lega e Verdi. La Destra non ha ancora preso posizione, il PPD si è detto d'accordo ma con qualche riserva. Se venisse accettato il messaggio, la sinistra si dice pronta al referendum. La battaglia attorno alla sanità ticinese si prospetta lunga e complessa.