POLITICA
Modifica alla legge sugli assegni familiari, c'è chi esulta e chi no
Non si potranno più revocare i permessi B e C a chi richiede assegni integrativi e di prima infanzia.
Il Dipartimento delle istituzioni prende atto della nuova giurisprudenza in materia di assegni famigliari integrativi (AFI) e assegni di prima infanzia (API) resa dal Tribunale federale con sentenza del 27 ottobre scorso pervenuta in data odierna.L’Alta Corte ha difatti riconosciuto che natura e finalità degli assegni famigliari integrativi e degli assegni di prima infanzia, previsti dal diritto ticinese, non vanno ritenuti come aiuto sociale, interpretazione che, in ambito di permessi per stranieri, modifica la prassi vigente definita dal Tribunale cantonale amministrativo, applicata dal Consiglio di Stato e dall’Ufficio della migrazione.I servizi cantonali competenti provvederanno quindi da subito a conformarsi ai termini della decisione del Tribunale federale, stando ciò a significare che non sarà più data la possibilità di adottare dei provvedimenti quali:l’ammonimento, la non concessione, il mancato rinnovo rispettivamente la revoca di permessi B o C a quei cittadini stranieri che beneficiano degli assegni AFI e API.Una notizia che rallegrerà certamente l'OCST, che si era battuto contro il fatto che venissero revocati i permessi a chi chiedeva assegni familiari. Al contrario, non farà felice Norman Gobbi.
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