LUMINO - Fra Martino Dotta è preoccupato. Siamo alle porte di un altro inverno, e puntuale come sempre si ripropone il problema di chi sarà costretto, in mancanza di un tetto sopra la testa, ad arrangiarsi come possono.Il gruppo più numeroso sarà, probabilmente, quello degli ecuadoriano a bordo di furgoni, che arrivano in Ticino nel periodo natalizio per partecipare ai vari mercatini. Si tratta di due gruppi, uno che agisce nel Sopraceneri ed uno nel Sottoceneri, con scarsi contatti fra di essi. Si tratta di persone che arrivano dalla Spagna, e se una volta dopo pochi mesi vi facevano ritorno, ora, spiega Fra Martino, hanno perso il diritto di abitazione, sono stati sfrattati o più semplicemente non hanno i soldi per il viaggio.Sino a qualche anno fa, la Protezione Civile di Lumino veniva trasformata in un centro di accoglienza temporaneo, gestito dal frate cappuccino, che poi per impegni apostolici non ha più potuto assolvere a questo compito. Le offerte per dormire per i senza tetto sono aumentate, soprattutto nel Sopraceneri, e sempre grazie ai frati cappuccini, la Casetta gialla in zona Resega, ospita fino a 30 persone e vi sono diversi servizi mensa.Non basta, però. Numerosi ecudoriani, racconta il frate, gli chiedono denaro (che lui non dà mai, indirizzandoli ai servizi esistenti per avere almeno un pasto e un riparo per la notte) e consigli su dove andare a dormire. Il rischio è che, in mancanza di meglio, coppie ed anche famiglie con bambini dormano nel furgone in luoghi discosti per evitare i controlli della polizia: non di certo una soluzione ottimale quando arriverà il freddo. Fra Martino, fra le righe, chiede che qualcuno prenda il testimone e organizzi qualcosa di simile a ciò che faceva lui a Lumino. Appello, per ora, inascoltato, e l'inverno si avvicina.