POLITICA
La rabbia dei lavoratori edili. «Se i costruttori sono seri, capiranno cosa c'è in gioco».
Per Dario Cadenazzi, di Unia, la giornata di sciopero dei lavoratori edili sta andando addirittura meglio di quanto preventivato. «Ci sono 2500 persone furibonde e l'80% dei cantieri sono chiusi». Sarà adottata una risoluzione
BELLINZONA - 2'500 lavoratori, arrabbiati e determinati a far sentire la loro voce. Quando parliamo con Dario Cadenazzi di Unia, sono tutti riuniti in assemblea all'Espocentro di Bellinzona, e in sottofondo si sente il rumore di chi grida per rivendicare i propri diritti.La giornata di sciopero sindacale del settore edile ha riscontrato un vero successo. «Sta andando molto, molto bene. L'80% dei cantieri è rimasto chiuso, ed è un giorno coronato senza dubbio di vittorie», ci spiega soddisfatto Cadenazzi. «Addirittura posso dire che hanno superato le nostre aspettative, sapevamo che la rabbia e la determinazione dei lavoratori c'erano, ma è una grande risposta e stanno mostrando grande coraggio».Questa giornata darà una spinta, spaventando i costruttori? «Si devono spaventare, perché i lavoratori sono furibondi. Domani e dopo domani ci saranno giornate anche nel resto della Svizzera, credo che se sono minimamente seri sapranno capire cosa c'è in gioco e che i lavoratori sono molto arrabbiati».Rabbia è il termine che caratterizza tutta la protesta. Non scoramento, non rassegnazione, come a volte accade, ma la rabbia per cambiare qualcosa. «Vogliono delle soluzioni, subito».«Ciò che chiediamo sono in particolare due aspetti. In primis, il rinnovo del contratto nazionale mantello, non è stato possibile intavolare delle trattative con gli impresari costruttori a livello nazionale, invece servono trattative serie, e non rispondere a un rinnovo per un anno a costo zero come vorrebbero loro. Un contratto così importante, che riguarda 80mila lavoratori e un mercato importante, merita un discorso serio, non un rinnovo all'ultimo momento. Nessuno ci toglie dalla testa che siano arrivati apposta a fine anno, dato che è da febbraio che chiediamo di sederci a un tavolo». Cadenazzi è deciso, e parla anche del secondo aspetto che tanto sta facendo arrabbiare i lavoratori, ovvero il prepensionamento edile. «Una grande conquista che compie 12 anni. C'è un problema di finanziamento conosciuto dal 2012, da lì abbiamo chiesto ai costruttori di trovare una soluzione condivisa. I lavoratori sono disposti a tassarsi, quindi a vedere aumentata la percentuale di trattenuta, e chiedono che anche loro mettano qualcosa. Si è aspettato il 2015 per intavolare timide trattative, ed ora la situazione è peggiorata e la ricetta dei costruttori è cambiata, ovvero un taglio netto delle rendite o pensione a 62 anni».In assemblea verrà adottata una risoluzione per chiedere tutto ciò, poi vi sarà il pranzo e nel pomeriggio il corteo per le strade di Bellinzona.
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