POLITICA
Gobbi "espelle" un'ex stella dell'Ambrì
Petr Malkov era direttore tecnico del vivaio ad Ambrì, dove ha giocato per tre stagioni negli anni '90. Perso il lavoro, aveva trovato un nuovo impiego ma solo al 50%, per cui non gli stato rinnovato il permesso B. Il DI risponde
BELLINZONA - Era una stella, ora deve andarsene, dopo quasi 25 anni. Fra i nomi di coloro a cui è stato revocato il permesso B, spicca il nome di Petr Malkov.Gli appassionati di hockey certamente ricorderanno l'ucraino, che tra il 1991 e il 1994 ha collezionato 83 presenze con la maglia biancoblu, mettendo a segno 48 gol e 73 assist. Le strade si sono poi divise, con la carriera di Malkov che è proseguita altrove per poi incontrarsi di nuovo quando è stato nominato assistente allenatore di Jakushev, Pelletier, Rautakallio e Huras e allenatore della squadra Juniores Élite. Dopo un periodo nell'Europa dell'est, il definitivo rientro in Svizzera, dove vive anche il figlio, in possesso del passaporto rossocrociato, e un nuovo incarico nell'HCAP: direttore tecnico del vivaio, che gli ha portato l'ottenimento del permesso B.Il quale, però, è scaduto a maggio. Nel frattempo, Malkov non ha più il suo lavoro, essendo stato licenziato dall'Ambrì per cause non legate alle sua capacità didattiche. Iscrittosi in disoccupazione, ha trovato un nuovo incarico presso l'HC Valle Verzasca, ove gli è stata affidata la panchina della prima squadra che milita in terza Lega ed è stato nominato anche responsabile tecnico del settore allievi.Purtroppo per lui, solo al 50%. L'Ufficio della migrazione ha cosi considerato il cambio di datore di lavoro e la ridotta percentuale di impiego come motivi validi per non rinnovargli il permesso B, imponendogli di lasciare la sua nuova squadra e la Svizzera.Malkov ha inoltrato ricorso, come l'HC Valle Verzasca. In esso si sottolinea come il controllo della disoccupazione da parte dell'ex giocatore sia stato sempre ineccepibile, e come egli rappresenti un punto di riferimento per i suoi piccoli giocatori del settore giovanile, che risentirebbero della perdita di un idolo.Ora toccherà al Governo decidere su una vicenda che non è certamente l'unica simile ma che balza all'occhio e agli onori della cronaca per il nome, pesante, di Petr Malkov. Il Dipartimento delle Istituzioni ha precisato le sue motivazioni in un comunicato. «Il cittadino straniero, dopo aver lasciato il nostro Paese nel 2008 perdendo i diritti acquisiti in ambito di soggiorno, è nuovamente rientrato in Svizzera nel 2014 ottenendo un permesso di lavoro e di dimora finalizzato a un progetto sportivo dell’hockey su ghiaccio. La procedura di rilascio per un nuovo permesso è quindi ripartita da capo. Tale concessione è stata preavvisata favorevolmente dall’Ufficio della migrazione sentita la Commissione consultiva del mercato del lavoro. E infine, come avviene di prassi con i cittadini di Stati terzi, la decisione è stata presa dalla Segreteria di Stato per la migrazione alla quale spetta la competenza decisionale in materia».Poi, «il progetto lavorativo è venuto a cadere e con esso i presupposti definiti dall’Autorità federale per il mantenimento del permesso. Infatti, la Segreteria di Stato per la migrazione non rilascia permessi di lavoro a favore di cittadini di Stati terzi quali allenatori professionisti se la società (datore di lavoro) non milita in una lega superiore (serie A oppure serie B). Di conseguenza, l’Ufficio della migrazione, sentito il parere negativo della Commissione consultiva del mercato del lavoro, ha quindi solo potuto confermare il mancato rinnovo del permesso. La decisione è stata ora impugnata davanti al Consiglio di Stato».
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