«Se andrà in porto il progetto di portare il Biasca in LNB, progetto di cui si parla da tempo, lui potrebbe rientrare nell’organico. Non è nulla di definitivo, è solo una possibilità. L'altra è più concreta, anche se necessita di più tempo. Si tratta della futura Accademia sportiva internazionale nell’ex-Sanatorio di Piotta, con la quale abbiamo firmato l'accordo per l'utilizzo della Valascia. I promotori ci hanno confermato di essere fortemente interessati a un allenatore di qualità come Malkov, che parli sia italiano che russo. In quella scuola sarà determinante conoscere la lingua, e per quel progetto non ci sono molti allenatori di hockey in grado di lavorare con giovani che usano l'italiano e il russo, ed è certamente una qualifica che lo renderebbe una figura preziosa per una scuola del genere. In quel caso, la concessione del permesso sarebbe più che giustificata, perché agli extracomunitari si chiede appunto che portino competenze particolari».