BELLINZONA - Aveva annunciato da subito, quando le dimissioni di Savoia erano ancora fresche, la disponibilità a candidarsi per la coordinazione dei Verdi. Ora Tamara Merlo fa un passo indietro. A farla desistere anche la discesa in campo di Michela Delcò Petralli, «credo sia un po' strano fare una discussione sulle persone senza parlare di programmi o linea politica. Non mi va di partecipare a un concorso di simpatia», ha dichiarato al Corriere del Ticino. E spiega, «che succede del programma con cui ci siamo presentati alle elezioni e sulla base del quale abbiamo eletto sei deputati in Gran Consiglio? Senza risolvere questi nodi, l'elezione del nuovo coordinatore è una cosa più degna di "X Factor" che non di un partito politico».Nelle parole di Tamara Merlo molto risentimento nei confronti di chi, all'interno del partito, ha preferito stare a guardare. «Inclusi coloro (...) che hanno preferito non impegnarsi nella campagna per il Consiglio di Stato o per le federali, ma si fanno avanti adesso. Per non parlare di chi ha attivamente sabotato». Una difesa a spada tratta del contestato coordinatore dei Verdi, «pretendere di vincere le elezioni in queste condizioni non si potrebbe chiedere nemmeno a Superman, non solo a Savoia. Senza il quale però, è meglio ricordarlo a tutti, questo partito non sarebbe mai uscito dal cono d'ombra dei partitini della galassia PS».Si prospetta quindi una candidatura unica in vista dell'assemblea dei Verdi del 28 novembre. A meno che, entro domani (termine per presentare le candidature), non spunti qualche sorpresa