«È provato che la libera circolazione e la liberalizzazione dei frontalieri hanno portato al benessere: abbiamo fatto un salto di qualità, con l'aumento del PIL, del gettito fiscale. Perché bisogna limitare i frontalieri? Io sono un liberale sfegatato, se cerco una persona la cerco dappertutto e assumo quello che mi passa il mercato. Spesso non trovo svizzeri! Ho il 55% di svizzeri, scelgo in base alle competenze e alle specializzazioni. Mi dicono che alle stazioni di servizio ho solo lavoratori frontalieri. Se aumento lo stipendio di 1'000 franchi trovo magari ticinesi, anche se ne dubito. Devo di conseguenza aumentare i prezzi e i ticinesi vanno a comprare a Como. Il mio è un settore dove l'indigeno non vuole lavorare, non vuole fare i turni o cominciare alle 5 alla mattina. Non è il commercio al dettaglio che deve essere l'ago della bilancia, non troviamo ticinesi disposti a fare questa vita».