BELLINZONA - «Undici voti: presumibilmente quelli dei Verdi Liberali (che col sostegno al Ticino volevano distinguersi) e di qualche deputato ticinese, facile immaginare quali. I cinquanta voti al primo turno erano per dire "Ticinesi vi daremmo volentieri un posto in Consiglio federale, ma non con quel candidato... "». Inizia così la stilettata nei confronti di Gobbi e della Lega nell'ultimo numero di Opinione Liberale, a firma di "Arcangelo Gabriele".«Il problema per il Ticino a Berna non è Gobbi, ma la Lega. Il deputato più votato in Ticino, quello dal codino biondo, gira a Berna sempre solo, dentro e fuori Palazzo federale, schivato da tutti come un cane rognoso. la Frazione socialista ha detto ciò che in Svizzera pensano quelli che appena si informano. La Lega vince in Ticino ma fa perdere il Ticino», continua l'articolo.«Perfino con la Lombardia leghista i rapporti non sono mai stati così turbati, come da quando la Lega è al governo da noi. Perché il leghismo è un modo di aizzare le animosità, di creare nemici da combattere infangandoli, non di risolvere i problemi. È tipico del leghismo far credere che basta avere le palle per concludere favorevolmente un negoziato; con quali esiti si vede, con l'Italia o a Berna».«Fra coloro che hanno fatto carriera politica grazie a Bignasca ci sono anche persone oneste e capaci», si legge ancora. «Ma portano con sé un peccato originale: non si sono mai distanziate e non si distanziano dal suo modo di far politica che perdura».E conclude, «il coraggio in verità è raro anche sull'altra sponda. Bisogna essere Paolo Bernasconi per mettere fuori la faccia, ma con lui in silenzio c'era almeno metà del Ticino».