POLITICA
PLR e Lega dicono sì al Preventivo, il PPD no all'inerzia
I voti liberali radicali e leghisti, assieme a quelli dei Verdi, determinano l'approvazione del Preventivo. I popolari democratici all'ultimo optano per il no.
BELLINZONA - È stata un'altra seduta fiume, terminata dopo le 21.30. Il Gran Coniglio, al termine della maratona, ha approvato il Preventivo 2016, con 41 sì, 28 no e 2 astenuti.In particolare, a sostenere il documento sono stati i gruppi di PLR e Lega, sostenuti dai Verdi, con il PS e l'UDC contrari e il PPD che all'ultimo ha deciso di seguirne l'esempio. I popolari democratici si erano riservati, a inizio seduta, di decidere dopo aver ascoltato gli interventi se dare il loro sostegno oppure no. Constatata, a loro avviso, l'inerzia («Nessuno ha cercato alternative e da dieci anni a questa parte si chiedono sempre le stesse cose», ha detto il capogruppo Fiorenzo Dadò), hanno optato per il no. Sono previsti 87,9 milioni di franchi di disavanzo ed ogni Dipartimento dovrà risparmiare l'1,5% del proprio budget. Ora è attesa la manovra da 180 milioni che ha come obiettivo la parità dei conti entro la fine della legislatura: presumibilmente, la vera battaglia si giocherà lì.I cinque Consiglieri di Stato hanno precisato come il Preventivo sia stato condiviso all'unanimità, spiegando che c'è stato un aumento delle entrate di 40 milioni e che sono diminuite anche le spese. Il relatore di maggioranza, il leghista Michele Guerra, ha citato una situazione difficile che rischia di diventare drammatica e ha affermato che «il cittadino non merita una batosta fiscale ma un piano di risanamento serio». Pronta la critica di Saverio Lurati del PS, relatore di minoranza, che ha fatto notare come «Giuliano Bignasca non ha mai parlato di tagliare le spese con la motosega La Lega ha dunque abbandonato la sua anima sociale, e assieme al PLR ha chiuso gli occhi di fronte ai più deboli», così come quella di Sergio Savoia, il quale ha posto l'accento sulle divergenze fra i quattro partiti di governo.Il Preventivo colpisce in particolare il ceto medio-basso, compresi i dipendenti statali, e secondo Lurati non è che un assaggio di quanto avverrà ad aprile con l'annunciata manovra da 180 milioni. «Fino a quando si considererà tutto prioritario non si potrà risanare», ha osservato il capogruppo PLR Alex Farinelli, invitando al pragmatismo. Ha ammesso che non si tratta di un "Preventivo delle meraviglie" e ha invitato chi ha votato no a proporre misure alternative. «Su questo documento c’è stato un atteggiamento miope, si è parlato lungamente della tassa di collegamento, mentre sulle misure che andranno a colpire le persone in difficoltà, la discussione è stata pressoché inesistente. Se si vogliono indebolire i servizi pubblici noi non ci siamo», è stata la presa di posizione del PS con Pelin Kandemir Bordoli.Per quanto concerne i singoli Dipartimenti, Manuele Bertoli ha assicurato che il documento "La scuola che verrà" sarà pronto nei termini stabiliti. Claudio Zali ha citato gli utili dell'aeroporto di Agno, che «si sta salvando da sé», mentre il collega di partito Norman Gobbi ha definito, scherzosamente, il suo DI il "profit center". Più tesa la situazione per quanto concerne il Dipartimento Sanità e Socialità, in quanto non sono esclusi tagli. «Si valuterà quali riforme possono essere attuate, senza snaturare la socialità», ha detto in merito Paolo Beltraminelli, facendo presenti i crescenti bisogni in campo sociale e sanitario. Infine, Christian Vitta, ha fatto il punto sulla situazione dei dipendenti dell'Amministrazione, affermando che alcuni prepensionamenti potrebbero favorire un ricambio e dunque un risparmio.
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