POLITICA
Marco Cagnotti silurato? «Sono io che ho fatto un passo indietro, e va bene così»
Il PS rinnova il suo mensile. Marco Cagnotti non sarà più il direttore, ma «è stata una mia scelta». Venuti: «non sarà un bollettino parrocchiale».
BELLINZONA – Marco Cagnotti non è più il direttore di Confronti, il mensile del Partito socialista. Alla testa del periodico vi sarà d’ora in poi un comitato editoriale, composto dal presidente Carlo Lepoli, Adriano Venuti e Ivo Durisch.«L'unico aspetto essenziale su cui insisto, dato che ritengo fondamentale che passi, è che io non sono stato né licenziato né degradato», ci ha detto Cagnotti, da noi contattato. «Sono io che non ho più voluto la direzione di Confronti. Il comitato editoriale e la direzione del PS hanno deciso di trasformare il giornale in un prodotto editoriale del tutto differente, di conseguenza ho deciso che non volevo più tenere la direzione. Sono rimasto a disposizione come redattore e continuerò a farlo, con un ruolo solo esecutivo: grafica, linea e contenuti vengono decisi dal comitato editoriale. E non ho nessun problema con questa modalità lavoro benissimo».Entrato in carica nel 2011 quando il presidente del partito era ancora Manuele Bertoli, Cagnotti si era ritrovato al centro delle polemiche quando pubblicò le famose dieci domande a Boris Bignasca, che gli costarono una condanna sospesa condizionalmente e una multa.Per quel che riguarda il nuovo “Confronti” per ora le principali modifiche sono soltanto grafiche, «salta subito all'occhio che il giornale è in un certo senso più pulito e con meno fronzoli, più chiaro», come ci spiega Adriano Venuti. Ma ci sarà anche più attenzione al partito stesso, «abbiamo iniziato a dare maggior attenzione a quella che è l'attività del partito in senso più stretto. Ciò non vuol dire che il giornale debba essere un bollettino parrocchiale del partito, ma da diverse parti era sorta la richiesta di far conoscere le attività attraverso l'organo. Manterremo le due posizioni: dare informazioni sul PS e continuare nel medesimo tempo a rappresentare qualcosa di più ampio rispetto a noi stessi, con interventi di cultura generale che riguardano la sinistra».Ma “Confronti” non vuol chiudersi all’interno del PS, «sul numero di febbraio o di marzo ci sarà una firma estranea al PS, se tutto va bene», anticipa Venuti. «Non è un giornale per chiudersi su sé stessi, rimane di apertura verso chi è attorno a noi e vicino a noi, e vicino ai quali noi siamo, dato che non siamo sempre sul piedestallo».
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