BELLINZONA - Le idee di Paolo Pamini fanno sempre discutere, ultima in ordine di tempo quella di insegnare a sparare ai bambini delle scuole. Adesso, il gran consigliere della Destra ha proposto, tramite le colonne del Giornale del Popolo, una specie di mercato dei municipali.Se i club sportivi e le aziende reclutano all'estero i propri manager, perché non potrebbero farlo anche i Comuni?, si chiede Pamini.Precisando che si riferisce solo a cittadini svizzeri, invita a una riflessione. «Chiediamoci: cosa succederebbe se anche cittadini domiciliati fuori dal Comune potessero candidarsi al Municipio?»Diversi comuni fatica a reclutare candidati e alcuni sono costretti a elezioni tacite, con i municipali di lungo corso che «si possono permettere più discrezione senza la concorrenza di troppi candidati». Sarebbe anche un modo di diminuire le fusione coatte per mancanza di persone che si mettono a disposizione. La proposta è dunque quella di togliere il vincolo del domicilio per essere eletti in un Municipio (non però in Consiglio Comunale). Chi ha gestito un comune può benissimo gestirne un altro, divenendo un "gestore del Comune". Quasi una nuova professione, perché «chissà che qualcuno sceglierebbe pure di fare il municipale in più Comuni al contempo, facendone una professione».Per perorare la sua idea, prende l'esempio di chi ha conosciuto una fusione. «Recentemente, Lugano e Mendrisio hanno attinto a personalità dei precedenti comuni fusionati; ora Bellinzona vivrà verosimilmente qualcosa di simile. Perché non farlo diventare la regola anziché l'eccezione?»«Realisticamente, i cittadini sceglierebbero una combinazione di municipali radicati sul territorio e di personalità provenienti da fuori Comune, che portino nuove esperienze e contatti, una visione indipendente delle cose e garantiscano un controllo disinteressato nei processi all'interno del Comune», potrebbe essere secondo Pamini la composizione futura dei Municipi.